Un governo che va contro cultura e sicurezza. E il nostro futuro?

Focus

Domeniche gratuite nei musei, 18app, ma anche Casa Italia: perché i gialloverdi vogliono abolire delle iniziative così importanti?

In questi giorni e in queste ore il governo si sta muovendo con mosse vere e proprie di “cambiamento”, possiamo ammetterlo. Sì, è proprio cambiamento, questo. Se penso che le proposte di legge in discussione su iniziativa del Gabinetto sono contro la cultura, contro la sicurezza, e – secondo molte interpretazioni – contro l’occupazione, beh, mi vengono i brividi.

Il ministro Bonisoli ha già in passato minacciato di voler eliminare 18app, uno strumento che permette a tutti i neo-diciottenni di accedere a libri, film, spettacoli e concerti per un valore totale di 500 euro. Mi ci sono comprato i libri dell’università, ci ho visto un concerto di Zucchero, i due “Loro” di Paolo Sorrentino e mi ci sono pagato 10 ore di lezione di francese. Inutile? Beh non direi.

Ora, eccolo con la seconda minaccia: l’abolizione delle domeniche gratuite ai musei. Ora io mi chiedo: perché? Qual è la logica? Possibile che un ministro della Cultura abbia mosso due proposte, ed entrambe di cancellazione di atti che offrono la cultura ai cittadini, di ogni tasca, colore e provenienza? Non voglio credere che sia per una motivazione data da un ideale politico, perché tagliare sulla cultura, da ministro, beh, è sufficientemente contorto. Quindi sorge il dubbio che non sia per un problema di coperture finanziarie, che fino all’anno prima si erano sempre trovate, ora non più… incompetenza, o cialtroneria… scegliete voi.

Con il decreto dignità le imprese vengono messe sempre più in difficoltà, esattamente il contrario di quanto è stato fatto nella legislatura precedente che ha ottenuto oltre 500mila occupati in più a tempo indeterminato. Lavorare sulla dignità ed il buon stipendio del lavoratore è una delle prime provvigioni che un governo dovrebbe prendere, ma senza andare a ledere quelle piccole imprese che con atteggiamenti più restrittivi riguardo al licenziamento e al contratto a tempo determinato, saranno limitate nel poter assumere.

Veniamo alla parte cruciale, secondo me, la sicurezza unita alla cultura. Il progetto Casa Italia era proprio su questo:

  • sviluppare strumenti finalizzati alla cura e alla valorizzazione del territorio;
  • curare il coordinamento delle istituzioni operanti nelle materie di competenza;
  • monitorare gli investimenti pubblici nel settore di riferimento;
  • elaborare linee guida per la promozione della sicurezza e per la valorizzazione del territorio, delle aree urbane e del patrimonio abitativo;
  • individuare il fabbisogno di dati e promuovendo il coordinamento delle fonti informative esistenti e la loro accessibilità̀;

(fonte: casaitalia.governo.it)

In soldoni: in Italia più di una volta ogni dieci anni avviene una calamità di livello alto, ma non incontrastabile, ed il risultato è spesso la morte di centinaia di persone e la distruzione di luoghi importantissimi dal punto di vista storico-culturale. La precedente legislatura aveva messo in campo con l’aiuto di Renzo Piano questo progetto per la prevenzione e la salvaguardia dei territori a rischio. Ecco, l’ultima proposta di legge del “governo del cambiamento” vuole cancellarlo.

Mi chiedo se l’assenza di coerenza e l’ignoranza – nel senso che vengono ignorate le necessità fondamentali, magari non nelle campagne elettorali, ma nelle iniziative di governo – siano solo una parte delle disfunzionalità di questo nuovo Consiglio dei ministri. Temo, che non ci siano in realtà delle linee guida condivise dalle due parti che compongono il governo, anche perché sembrano muoversi in universi paralleli, entrambi poco pragmatici e distanti dalle loro promesse. Ho paura.

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