Ciarlatani e cure “alternative”: salviamo i bambini

Focus

I tribunali possono inter venire per tutelare il minore: in casi estremi si sospende la responsabilità genitoriale

Bambini ricoverati d’urgenza per malnutrizione per le scelte (sbagliate) di genitori vegani. Minori malati per i quali mamma e papà scelgono terapie mediche alternative di dubbia efficacia quando non di certo danno. E poi la questione vaccini, con la percentuale dei bambini “senza protezione”da tempo in continua ascesa. Le scelte dei grandi e la salute dei piccoli: tema spinoso a cavallo fra diritti e doveri su cui troppo spesso intervengono cattive credenze, disinformazione e malafede col risultato che a pagare un clima da medioevo scientifico, poi, sono sempre i più deboli e indifesi.

Un caso simile a quello di Ancona, con esiti ugualmente drammatici, si verificò sei anni fa al piccolo Luca, morto a 4 anni all’ospedale di Tricase (Lecce) per le conseguenza di una polmonite curata impropriamente con rimedi omeopatici dal padre medico. Una tragedia che si sarebbe potuta evitare, visto che il bambino versava in cattive condizioni da tempo, se qualcuno avesse denunciato il caso alle autorità.

«I tribunali per i minori, se attivati, possono verificare se i genitori siano o meno attenti a seguire pratiche e metodologie che non mettono a rischio la salute del bambino», spiega infatti Melita Cavallo, ex presidente del Tribunale per i minori di Roma. Un intervento che può salvare vite perché, per legge, metterebbe la salute del bambino davanti a qualsiasi rivendicazione di libertà e diritti da parte degli adulti. «Poniamo il caso che i genitori siano in disaccordo sulla terapia, può essere uno dei due a chiedere l’intervento del tribunale – spiega Cavallo – Se invece non esiste conflitto fra loro la segnalazione può arrivare da parte di un medico a cui si sono rivolti, oppure da un parente o da un adulto responsabile che ha appreso la notizia delle cure inadeguate riservate al minore.

In alcuni casi può essere anche la scuola a rivolgersi al tribunale». «Per prima cosa i giudici convocano i genitori per un colloquio e cercano attraverso un’opera di convincimento, magari fornendo a supporto dati scientifici e risultati di ultime ricerche, anche con l’ausilio di personale specializzato di risolvere il caso, garantendo al minore la cura necessaria.

In molti casi già questo primo intervento fa cambiare idea ai genitori e salva la vita di un bambino – prosegue il giudice in pensione – Se questo primo passo non funziona allora si procede alla nomina di consulente tecnico, nella persona di un medico in grado di eseguire una perizia in tempi celeri sulla base della quale viene poi emesso un provvedimento in cui, analizzando approfonditamente il caso, si spiegano le motivazioni per cui si ritiene che i genitori non abbiano agito per la piena tutela del figlio, ma anzi, lo hanno esposto a un grave rischio per la sua salute».

È il caso, ad esempio, di quanto accaduto nel luglio del 2016 a Milano dove il piccolo Andrew è stato sottratto ai genitori dal Tribunale dei minori e affidato al Policlinico San Donato Milanese dove era stato ricoverato in grave stato di denutrizione per gli effetti di una dieta vegana totalmente sbilanciata scelta dai genitori.

«Il provvedimento più radicale, nei casi più gravi, è quello della sospensione o della decadenza dalla responsabilità genitoriale con il contestuale affidamento del minore ad un tutore – prosegue Melita Cavallo – Ma nei casi meno gravi il tribunale riesce quasi sempre a mediare e a far eseguire la pratica medica universalmente accreditata».

Altrimenti scattano i provvedimenti coercitivi. Come accaduto nel marzo scorso a Milano dove il tribunale ha vietato a una coppia di genitori di portare in Israele la figlioletta di tre anni, malata di cancro, per sottoporla a una “terapia molecolare” interrom – pendo così la chemioterapia che stava dando incoraggianti risultati. In quel caso fu l’istituto dei tumori che l’ave va in cura a chiedere l’intervento del tribunale dei minori di Milano.

«Che oggi, nel 2017, a causa dell’ignoranza, della superstizione e della scelleratezza di alcuni medici si debba tornare a quei tempi in cui una tonsillite rovinava per sempre il cuore di un bambino, una appendicite era una condanna a morte, il pungersi un dito con una spina poteva portare a una cancrena fatale è intollerabile – commentava ieri il microbiologo Roberto Burioni – Quando non vaccinate i vostri figli, quando li curate con “cure alternative”che sono tanto alternative quanto un tappeto volante lo è rispetto a un paracadute, quando vi affidate a praticoni che sfruttano come avvoltoi le vostre paure di genitori e il vostro dolore, fate una curva contromano. Magari siete fortunati e nell’altra corsia non c’è nessuno, ma tenete sempre presente che potrebbe pure esserci un autocarro. Se c’è, e qualche volta c’è – concludeva – chi ci rimette è vostro figlio».

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