Da “Roma ladrona” al crac finanziario: la parabola della Lega Nord, tra Bossi e Salvini

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Un segretario come Matteo Salvini che vuole rappresentare alle prossime elezioni politiche l’intero centrodestra dovrebbe pensare a come restituire i fondi illecitamente presi e non invece studiare come eludere tale obbligo

Rispetto il principio dell’innocenza presunta sino a quando la condanna non sia definitiva, ma la reazione alla sentenza pronunciata in primo grado dal Tribunale di Genova, che condanna l’ex segretario della Lega Nord Umberto Bossi (2 anni e 6 mesi di reclusione) e il suo tesoriere, tale Francesco Belsito (4 anni e 10 mesi di reclusione), del partito ora guidato da Matteo Salvini è davvero surreale.

La condanna riguarda la Truffa ai danni dello Stato per aver chiesto e ottenuto 40 milioni di euro dallo Stato per finanziare le attività politiche della Lega Nord ed invece averli utilizzati per altri fini e la sentenza si spinge a chiedere quindi la confisca di 48 milioni di Euro al partito del Carroccio: Lega Nord di Umberto Bossi, ma anche e soprattutto di Roberto Maroni e di Matteo Salvini, che di finanziamenti pubblici erogati dal Parlamento ne beneficiò a piene mani anche per le campagne elettorali.

A fronte di tale nuova condanna oggi leggiamo che la Lega Nord e il suo segretario Salvini, invece di chiedere scusa al Paese e prepararsi a restituire il maltolto, stia invece pensando di cambiare nome al partito – “Lega dei popoli” – come se questo bastasse per cancellare le responsabilità ed evitare il crac finanziario del proprio partito. Ciò senza contare le altre condanne non definitive subite da esponenti della Lega Nord su temi analoghi e l’altro filone che riguarda il reato di riciclaggio per il trasferimento in Tanzania di una parte di finanziamenti pubblici illecitamente ottenuti e per il quale Stefano Bonet e Claudio Scala sono stati condannati in primo grado a 5 anni di reclusione.

Lega di quale popolo? Quello che è stato truffato e di cui parla la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Genova? Io trovo davvero grave questo maldestro tentativo. Un segretario come Matteo Salvini che vuole rappresentare alle prossime elezioni politiche l’intero centrodestra, un partito che assume di voler guidare il Paese e che ha politicamente gestito quei finanziamenti definiti illeciti da una sentenza di un Tribunale, prima di ogni altra cosa, dovrebbe pensare a come restituire i fondi illecitamente presi e non invece studiare come eludere tale obbligo.


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