Dal Lingotto una piattaforma programmatica per la Milano del futuro

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Sono emersi almeno tre titoli che se sviluppati potrebbero dare un ulteriore impulso al percorso di sviluppo che sta conoscendo la città negli ultimi anni

Nei tre giorni di dibattito organizzato al Lingotto di Torino a sostegno della candidatura di Matteo Renzi a Segretario Nazionale del PD si è parlato molto di Italia e del suo futuro ma non sono mancate idee e proposte con ricadute importanti per Milano.

All’interno del gruppo di lavoroNuova Economia e Fisco Amico” sono emersi almeno tre titoli che se sviluppati potrebbero dare un ulteriore impulso al percorso di sviluppo che sta conoscendo la città negli ultimi anni.

Il primo riguarda l’ambiente. In Italia sono necessari investimenti per diverse decine di miliardi di euro per adeguare il patrimonio edilizio pubblico e privato ai più alti standard di efficienza energetica. Altrettanti saranno necessari per gli adeguamenti e la messa in sicurezza antisismica e per la bonifica dei siti di interesse nazionale e regionale. Lo Stato non ha le risorse per sostenere queste spese che potrebbero invece diventare un’opportunità di investimento per i privati. La ricchezza finanziaria delle famiglie ammonta (secondo Banca d’Italia) a 9mila miliardi di euro, più della attività finanziarie. In gran parte Titoli di Stato i cui rendimenti sono prossimi a zero spingendo il risparmio verso opportunità alternative. Tra queste potrebbero esserci i green bond o impact bond, strumenti finanziari dedicati allo sviluppo sostenibile ancora poco conosciuti in Italia. Un mercato in crescita, che ha raggiunto una dimensione, nel 2016 di 80 miliardi di euro. E proprio in questa prospettiva che la Borsa di Milano ha annunciato l’inaugurazione del segmento “green” su ExtraMOT, il mercato di scambio delle obbligazioni, e la contestuale negoziazione del primo green bond: quello emesso da Enel, per un controvalore di 1,25 miliardi. Borsa Italiana ha lanciato un segmento dedicato ai green e social bonds per offrire agli investitori istituzionali e retail la possibilità di identificare gli strumenti i cui proventi vengono destinati al finanziamento di progetti con specifici benefici o impatti di natura ambientale e/o sociale. Si tratta di un primo passo che va consolidato facendo lavorare in armonia gli attori della filiera dell’industria finanziaria così come le imprese e lo Stato per individuare uno standard di green/social bond con lo scopo di aumentare il ricorso a questi strumenti per il finanziamento degli interventi di sostenibilità ambientale in Italia, concentrare le emissioni e la negoziazione sul mercato dei capitali italiano e favorire l’investimento dei privati risparmiatori. Per fare questo non servono incentivi ma una cabina di regia pubblica per riunire gli operatori e coordinarne l’operatività.

La seconda proposta riguarda la rivoluzione digitale che sta trasformando l’industria finanziaria. Tra queste il finanziamento delle startup e delle PMI attraverso il web. È lo strumento del crowdfunding che nel Regno Unito è arrivato a superare 1 milione di sterline al giorno. In Italia esiste un quadro normativo chiaro e favorevole ma applicato a un numero molto limitato di imprese: le startup e PMI innovative. Un emendamento alla legge di bilancio 2017 ha esteso questo strumento a tutte le PMI senza tuttavia accordare le stesse agevolazioni fiscali delle imprese innovative. Ma grazie agli incentivi sono state create in poco più di 3 anni 7mila imprese, con bassissimi tassi di mortalità, e 35mila posti di lavoro. Con la prossima legge di bilancio sarebbe importante estendere gradualmente i benefici a tutte le PMI con la prospettiva di moltiplicare i risultati ottenuti con le imprese innovative. Iniziativa che avrebbe un impatto molto positivo per Milano, dove sono già attive la maggior parte delle startup (oltre 1000) e PMI innovative italiane.

Infine è stata avanzata la proposta di creazione di uno strumento finanziario innovativo, un fondo etico, che potrebbe realizzare la più grande operazione di housing sociale in Italia (probabilmente in Europa) finanziata interamente da privati, con ricadute positive per migliaia di famiglie, tutti i Comuni coinvolti, e dare una risposta anche il problema della gestione dei crediti deteriorati delle banche. Nella sola provincia di Milano, i potenziali beneficiari sarebbero 40mila nuclei familiari. Il Fondo etico si impegnerebbe ad acquisire l’immobile dalle famiglie che non riescono a pagare le rate del mutuo, ripagare il debito bancario, e stipulare contestualmente un contratto di affitto con la famiglia sul medesimo immobile: il risparmio rispetto alla condizione precedenti potrebbe arrivare anche al 40%. Dopo 4 anni la famiglia avrebbe la facoltà (non l’obbligo) di ricomprare la casa, alle stesse condizioni a cui l’ha venduta, salvaguardando tutto quanto speso/investito precedentemente. Per lo sviluppo di questo strumento non sono necessari incentivi ma una moral suasion da parte del Governo e degli enti locali affinché le banche optino per questa soluzione in via privilegiata rispetto ad altre come ad esempio la cessione dei crediti deteriorati a fondi di investimento esteri e sulle Fondazioni Bancarie affinché diversifichino i propri investimenti in questo tipo di strumenti per favorirne la fase di startup.

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