Dal processo penale allo ius soli, le leggi che è obbligatorio approvare

Focus

La conclusione anticipata della legislatura mette a rischio testi di legge che darebbero un senso politico al quinquennio. Favoriti i testi che danno consenso

L a cittadinanza per quel milione e passa di giovani che sono nati in Italia ma italiani non sono. Il via libera al pacchetto di norme che rendono il processo penale più veloce quindi più certo, intercettazioni comprese. Il diritto di decidere se e come curarsi quando la fine è segnata e la dignità delle persona malata pretende rispetto. Una legge sulla tortura che tutta Europa ci chiede e da anni. Il senso di questa legislatura aveva una parola chiave: riforme. La più importante, la riforma costituzionale, è finita come sappiamo, tre anni di lavori parlamentari buttati nel nulla. Altre sono diventate leggi, dalle unioni civili ad alcuni pezzi importanti del processo civile. Altre ancora sono nel limbo dell’approvazione a metà, sono zoppe, hanno l’ok di un ramo del Parlamento e in attesa del via libera dell’altro. Se è vero, come molti indicatori dicono, che la legislatura finirà in estate e si andrà a votare in autunno, il rischio che molti di questi provvedimenti evaporino nonostante snervanti battaglie parlamentari, è molto alto.Aggiungendo un senso di frustrazione ancora maggiore a una classe politica in crisi di identità. A molte di queste leggi che hanno a che fare con la civiltà e l’efficienza di una moderna democrazia, basterebbe poco, quasi nulla per essere approvate definitivamente. Il loro destino da oggi in poi è affidato non tanto al merito e alla sostanza ma alla rispettiva convenienza in termini di dividendo elettorale, merce preziosa in tempi di campagna elettorale.

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