Da fedele grillino all’addio a sorpresa, chi è David Borrelli

Focus
David Borrelli

L’europarlamentare è al vertice dell’Associazione Rousseau, ma il suo sembra solo un ruolo da comparsa

David Borrelli, europarlamentare di spicco del M5s ha lasciato il gruppo parlamentare dei pentastellati. Pur nell’assoluto silenzio, la sua è una defezione che sta scuotendo il M5s. La motivazione ufficiale, quella data da una stringata nota della capo delegazione M5S in Europa, Laura Agea, è che la scelta di Borrelli è «sofferta ma obbligata da motivi di salute».

Ovviamente non si capisce perché i motivi di salute richieda l’uscita dal gruppo, ma non l’abbandono del seggio europarlamentare. Un dubbio che forse hanno anche a Bruxelles visto che la nota si conclude con una laconica ammissione: «Prendiamo atto che Borrelli non fa più parte del MoVimento 5 Stelle». Nemmeno il candidato premier Di Maio è riuscito a contattarlo: “Non l’ho sentito,- ha detto stamattina ai giornalisti – non mi ha neanche risposto”.

Chi è David Borrelli

47 anni, imprenditore nel settore informatico e grillino della prima ora, Borrelli è una figura importante nell’universo pentastellato: è, o forse è meglio dire “era”, uno dei tre soci dell’Associazione Rousseau, insieme a Davide Casaleggio e al consigliere comunale a Bologna Massimo Bugani.

La trattativa con l’Alde e il sospetto di una “parentopoli europea”

La sua centralità in Europa si era vista grazie all’incarico che Casaleggio jr gli aveva dato quasi un anno fa, quando il movimento aveva tentato di abbandonare gli euroscettici di Efdd (il gruppo in cui confluisce l’Ukip di Nigel Farage) per abbracciare, al contrario, i super europeisti dell’Alde. La trattativa non andò a buon fine, anzi fu un vero pasticcio, ma Borrelli non perse il suo potere.

Rimase in sella, anzi, anche quando, pochi mesi dopo, era stato coinvolto in una faccenda mai veramente chiarita. La sua compagna, Maria Angela Riva, era entrata nello staff di Isabella Adinolfi, un’altra eurodeputata M5S della commissione Cultura. Un caso di “parentopoli europea”? Lui negò, dicendo che Riva aveva il suo curriculum, il suo lavoro e il diritto di farsi la sua strada, ma a qualcuno nel Movimento non andò giù l’operazione.

Figura centrale o semplice comparsa?

L’abbandono dal gruppo a Bruxelles è stato letto da molti commentatori come una presa di posizione da quello che è diventato ora il Movimento. Una scelta molto simile a quella fatta da Grillo, l’unica figura verso cui Borrelli conserverebbe la stima e la fiducia dei primi tempi.

In un’intervista del 4 gennaio scorso Borrelli pur rifiutandosi di rispondere alle domande, aveva tratteggiato chiaramente il mondo costruito dalla Casaleggio. L’articolo, firmato da Luciano Capone, cercava di indagare l’universo dell’Associazione Rousseau. Un universo al cui centro ci sarebbe sempre e solo una figura: Davide Casaleggio. Borrelli in quell’intervista era evasivo, ma le poche parole date in risposta lasciavano intendere la frattura in atto nel Movimento. «Vorrei evitare di parlare dell’Associazione Rousseau, non so nulla di più di quello che è pubblico. Io non so nulla, sono in quell’associazione perché Beppe mi ha chiesto di esserci, ma è come se non ci fossi. Tutti e tre gli incarichi sono intestati a Davide Casaleggio, bisogna chiedere a lui. La prego di non farmi comparire, non voglio parlare di nulla».

In sostanza Borrelli ammetteva che pur essendo uno dei tre soci dell’Associazione, era comunque all’oscuro di tutto. Non sapeva nulla di più di quanto pubblico o apparso sui giornali. E alla fine ammette: «Non penso che ci sia qualcuno che fuori ne sappia più di me che sono dentro, forse Beppe chiede ogni tanto informazioni a Davide Casaleggio». Ed è proprio verso Casaleggio jr che forse bisognerebbe guardare per capire parte delle ragioni del suo addio al Movimento.

Vedi anche

Altri articoli