Il ddl Pillon stoppato ( e rinviato) in Commissione: una prima vittoria del Pd

Focus

Lo stop arriva dopo le iniziative del Pd e fotografa una impasse nel governo tutta da risolvere

“L’ufficio di presidenza della commissione Giustizia ha sospeso la discussione generale sul disegno di legge Pillon, che verrà riaggiornata al 7 maggio. E’ una prima vittoria del Pd che si oppone radicalmente al ddl leghista ed il chiaro segnale di impasse nella maggioranza parlamentare”, così dice il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci.

Una prima battaglia vinta. Ma è solo una battaglia. La guerra, quella vera, contro il decreto Pillon va ancora combattuta. Lo sa bene il Pd che su questo tema sta spingendo molto perché, come ha ricordato Zingaretti, non c’è da cambiare il disegno di legge ma di cestinarlo del tutto. “È del tutto evidente che si tratta di un successo della scelta del Pd, con l’iscrizione a parlare di tutti i suoi senatori, di impedire che quel provvedimento prosegua il suo iter in commissione ma è anche chiaro e lampante l’imbarazzo che c’è nella maggioranza dove i 5S rifiutano il confronto e non ritirano le firme dal testo”, dice Giuseppe Cucca, capogruppo Pd in commissione Giustizia a Palazzo Madama.

Sull’argomento leggi anche: “Dalla piazza al Parlamento una sola voce: il ddl Pillon va buttato”

Ovviamente il governo tenta di dare una spiegazione ‘tecnica’ per salvare la faccia. A quanto riferiscono fonti interne alla commissione, la presidenza si è riunita in tarda mattinata per fare una riprogrammazione delle prossime riunioni. Quindi, tenendo conto dello stop al lavoro delle commissioni previsto la prossima settimana quando si riunirà l’Aula, delle festività pasquali e di quelle del 25 aprile e primo maggio, è emerso che la data di martedì 7 maggio è la prima utile per riprendere l’esame del ddl.

Ma è inutile negarlo c’è un problema grande come una casa nella maggioranza. O almeno così vogliono farci credere. Il Movimento 5 stelle, nonostante la presa di posizione dei giorni scorsi di Spadafora, non ha tolto le firme in calce al disegno di legge del Carroccio. Cosa deciderà di fare veramente il M5S? Da che parte ha deciso di stare: con i bambini e le donne o con chi vuole fare arretrate la nostra società?

La ‘maratona’ del Pd continua. In Aula interverranno tutti i suoi 52 senatori, come protesta al disegno di legge di cui chiede il ritiro. Una legge criticata e giudicata inemendabile non solo dai movimenti femministi, ma anche da diverse associazioni di avvocati, psicologi, giudici minorili e operatori del settore, fino ad arrivare all’Onu, con la lettera preoccupata che le relatrici speciali sulla violenza e la discriminazione contro le donne hanno scritto al governo italiano lo scorso ottobre.

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