Così Di Maio ha creato 53mila disoccupati

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L’annuncio di Federmeccanica: “30% delle imprese del settore metalmeccanico non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere”

Decreto Dignità o decreto disoccupazione? All’indomani della presentazione l’opposizione aveva attaccato il provvedimento disegnato da Luigi Di Maio etichettandolo decreto disoccupazione. I dati sull’occupazione di questi mesi avevano segnalato questa tendenza, ma oggi arriva la conferma.

L’annuncio di Federmeccanica

Federmeccanica infatti nel comunicato relativo alla sua Indagine congiunturale sull’Industria Metalmeccanica annuncia che il “30% delle imprese del settore metalmeccanico non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere” a causa del provvedimento. Ma c’è di più perché nell’indagine si segnala che solo “il 37% intende trasformarli in contratti a tempo indeterminato mentre un altro 33% si riserva di decidere, valutando la situazione alla scadenza”.

Almeno 53.000 perderanno il lavoro dal 1 gennaio

La stima prudenziale di Assolavoro è che “circa 53.000 le persone che dal 1°gennaio 2019 non potranno essere riavviate al lavoro dalle Agenzie per il Lavoro perché raggiungeranno i 24 mesi di limite massimo per un impiego a tempo determinato. È l’effetto della circolare del Ministero del 31 ottobre che ha considerato compresi nelle nuove misure anche i lavoratori con contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Dignità”.

Niente di nuovo visto che dal Partito democratico sin da subito era partita la richiesta di ripensare il provvedimento e l’allarme sugli effetti che poteva produrre nei confronti dei lavoratori italiani. Ma il ministro Di Maio ha voluto continuare per la sua strada, convinto che bastasse un titolo per migliorare la condizione di migliaia di lavoratori italiani, che presto perderanno il proprio posto di lavoro.

L’attacco del Pd

E così arriva immediata la reazione del Partito democratico con il segretario uscente Maurizio Martina che attacca: “Il decreto Di Maio produce disoccupazione, altro che dignità. Secondo Federmeccanica il 30 per cento delle imprese non rinnoverà i contratti a tempo determinato ai propri dipendenti #ladridifuturo”. Gli fa eco il senatore dem Dario Parrini: “Di Maio è il ministro della disoccupazione. È ormai evidente che il decreto dignità da lui voluto distrugge posti Di lavoro e accresce la precarietà. I dati diffusi oggi dalle imprese meccaniche sono molto gravi. Ministro chieda scusa ai lavoratori italiani. Torni indietro”. Chissà se visti i risultati il leader grillino farà un passo indietro oppure se tirerà dritto per tenere il punto, in tal caso saranno migliaia le persone che sin da subito non avranno più un lavoro, e lo chiamavano decreto dignità.

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