Def, il Pd chiede a Padoan maggiore confronto politico

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“L’impianto del lavoro di Padoan è condiviso”, c’è “apprezzamento”, ha commentato il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato, ribadendo la linea del Pd in materia fiscale: “‘No ad aumenti delle tasse”

Da una parte l’esigenza rappresentata da alcuni deputati del Partito democratico di non soffocare troppo la ripresa economica, dall’altra quella di mettere i conti in ordine, priorità indiscutibile per il numero uno del Tesoro, Pier Carlo Padoan. Sono i due approcci di politica economica su cui oggi, a Montecitorio, si sono confrontati Padoan e i deputati dem. Entro il 10 aprile il governo dovrà varare le linee del Documento di economia e finanza (DEF), colonna portante della prossima legge di Bilancio e su questo il Pd ha chiesto un confronto. Le due visioni espresse oggi, però, non si elidono per forza, anzi, i punti di convergenza ci sono. Anche perché l’approccio keynesiano, ovvero quello che in poche parole esclude le tanto famigerate misure di austerità, è ben visto da entrambe le parti.

Padoan nel suo intervento introduttivo ha parlato della manovra correttiva da presentare a Bruxelles la prossima settimana: gli interventi saranno strutturali e varranno lo 0,2% del Pil. Gli interventi della manovra di aggiustamento si concentreranno sull’efficientamento delle imposte dirette e della riscossione sul fronte delle entrate, mentre i tagli alla spesa sono ancora allo studio dell’esecutivo.

Diverse le sottolineature arrivate nel corso dell’incontro al responsabile dell’Economia. Il no del Pd è arrivato sul capitolo delle privatizzazioni, ma soprattutto sulla riforma del catasto: il governo vorrebbe inserirla nel piano nazionale delle riforme, mentre il Pd ritiene sia meglio attendere la prossima legislatura. Dall’Aringa ha chiesto che il governo si concentri su pochi interventi, Boccia ha insistito sul no alle privatizzazioni ed è tornato a porre il tema della web tax, Misiani ha sottolineato l’esigenza di prestare maggiore attenzione sul sociale e sul tema della povertà.

“E’ stato uno scambio fruttuoso di idee”, è stata la replica del ministro che ha fatto presente come ci siano diversi passaggi: si parte con obiettivi ambiziosi ma sarà necessario “evitare il rischio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo”. Rispetto alle privatizzazioni il ministro si è invece detto personalmente contrario alla moratoria visto che, ha spiegato, servono per abbattere il debito ma anche per rendere più efficienti le aziende pubbliche. Parlando invece di tasse, Padoan ha rimarcato che la riduzione del cuneo fiscale è un tema all’attenzione del governo, ma ogni riduzione credibile ha bisogno di coperture credibili.

“L’impianto del lavoro di Padoan è condiviso”, c’è “apprezzamento”, ha detto infine il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato, ribadendo poi la linea del Pd in materia fiscale: “‘no ad aumenti delle tasse, ma non mi riferisco a tabacchi e giochi, che sono rialzi minimi. Non c’è in mente nessun rialzo Iva”, neanche come copertura di un futuro taglio del cuneo fiscale, ha incalzato Rosato. Stesso concetto ribadito a stretto giro da Matteo Renzi che parlando al Tg3 ha chiarito come le tasse debbano scendere, bisogna “continuare” l’azione avviata negli anni scorsi e chi pensa di aumentare “benzina e Iva è fuori strada”, ha detto l’ex premier. “Bisogna continuare, dicendo una cosa semplice: se le tasse vanno giù, l’economia cresce”. E sulla trattativa con Bruxelles ha aggiunto: “I denari per ridurre le tasse li abbiamo trovati con la flessibilità, con le battaglie in Europa e tagliando gli sprechi. Penso che si possa continuare in questa direzione e Padoan ha detto esattamente che andremo in questa direzione”.

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