Il delirio social di Salvini e dei suoi amici

Focus

Fino a che punto si può arrivare per ottenere un po’ di consenso in più? 

Succede che nella domenica di Pasqua del 2019, poco prima di pranzo, lo stratega social di Matteo Salvini, quello che viene considerato l’inventore della “bestia” che sta alla base del grande successo online del leader leghista, al secolo Luca Morisi, posti una foto del suo capo che fa bella mostra di un mitra, accompagnato da queste parole: “Vi siete accorti che fanno di tutto per gettare fango sulla Lega? Si avvicinano le Europee e se ne inventeranno di ogni per fermare il Capitano. Ma noi siamo armati e dotati di elmetto!”.

Come si possono definire queste parole e queste immagini se non deliranti ed eversive? Difficile pensare ad altro. Eppure c’è chi sostiene che tutto questo vada giustificato in nome della “strategia”, del successo che queste schifezze portano in termini di like, condivisioni, interazioni. Fino a che punto si può arrivare per ottenere un po’ di consenso in più?

Ovviamente Salvini si è visto bene dallo stigmatizzare l’uscita del suo amico (che tra le altre cose è un dipendente del ministero dell’Interno e per questo procedibile d’ufficio, come ha ricordato Roberto Saviano). Ma come si può non calcolare le conseguenze di un tale messaggio, che sembra sdoganare l’uso delle armi – tra l’altro solo pochi giorni dopo l’approvazione della legge sulla legittima difesa con l’aiuto dei Cinque Stelle – e della violenza in generale contro gli avversari politici?

Sarebbe bello, come dice Pierfrancesco Majorino, derubricare la monnezza social di Salvini e Morisi all’uso che ne farebbero degli “sfigatoni non cresciuti”. In qualche modo sarebbe anche rassicurante. Ma purtroppo la sensazione è ben diversa. La sensazione – forse anche qualcosa di più – è che tutto questo sia studiato, che vi sia un fondamento in qualche modo scientifico. Ed è per questo che fa ancora più paura. Ed è per questo che la deriva di onnipotenza di Salvini-Saddam (per usare una suggestione di Michele Anzaldi) va combattuta in ogni modo.

 

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