I contorcimenti dei “nuovi”, altre 24 ore. Delrio: “Un pericolo per l’Italia”

Focus

Trattative frenetiche, tutti aspettano Berlusconi per la sua “astensione benevola”

Ore di trattative frenetiche, come si dice nel linguaggio del giornalismo politico. Boatos che si rincorrono. Incontri riservatissimi. Conferme e smentite. Silenzi eloquenti. Parole in libertà. Veline e sussurri. Signori, va in scena il contorcimento dei “vincitori”.

Contorcimento che suggerisce comunque al Quirinale di attendere altre 24 ore. Dunque per oggi a meno di clamorose novità niente incarico.

L’aria è quella di una faticosissima intesa fra Di Maio e Salvini, che hanno interloquito per tutto il giorno alla caccia di una “quadra” che ottenesse la non ostilità di Berlusconi. Commenta Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla camera: “Prepariamoci a un governo delle destre” rispetto al quale i dem dovranno fare “un’opposizione ferma e intelligente” perché esso “rappresenta un pericolo per l’Italia”.

In queste ora torna a essere gettonatissimo il nome di Giancarlo Giorgetti, uomo forte della Lega, un Salvini dal volto tecnico, che potrebbe essere il personaggio in grado di mettere insieme i cocci dell’intesa Lega-M5s assicurandosi nel contempo quella “astensione benevola” di Forza Italia di cui ha parlato stamane Giovanni Toti, trait-d’-union fra i forzisti e i leghisti, coniando una formula inedita e veramente iper-politicista.

Ma è probabilmente l’ultima carta in mano ai cosiddetti “vincitori”. Si attende con trepidazione – giacché tutti stanno capendo che le urne a luglio non sono un buon affare per nessuno: troppe incognite – il Grande Responso di Silvio Berlusconi, l’uomo che a 81 anni tiene in pugno tutti quanti.

I retroscena dicono da giorni che sull’ex Cavaliere la pressione è fortissima e che lui avrebbe una convenienza a stare dentro il quadro di governo, meglio ancora se senza sporcarsi direttamente le mani fra questi super-ambiziosi di Salvini e Di Maio.  

Il Presidente della Repubblica attende ancora di capire se questo estremo tentativo di formare un governo politico ha delle reali chances, dopodiché procederà con le sue scelte.

Vedremo come finirà. Di certo un fatto è sicuro: di fronte a queste contorsioni, queste formule astruse, questo fare e disfare, la Prima Repubblica sembra il regno e dell’onestà intellettuale della razionalità.

 

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