“Quella di Salvini è miserevole propaganda”. Parla Graziano Delrio

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Il capogruppo dem alla Camera è salito sulla Sea Watch 3: “Noi siamo qui per difendere i principi fondamentali che reggono la nostra Repubblica”

“E’ un atto assolutamente disumano”. Così Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, definisce l’atteggiamento del ministro dell’Interno Salvini che “tiene in ostaggio da settimane i 42 naufraghi raccolti dalla Sea Watch”. Delrio è a Lampedusa con una delegazione di parlamentari democratici, primo momento della staffetta che proseguirà fino a quando non sarà consentito alle persone a bordo della nave di scendere a terra.

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“La sua è miserevole propaganda fatta sulla pelle di gente disperata. Ha inventato un’emergenza che non esisteva perché, come i dati del Viminale dicono, gli sbarchi erano già calati dell’85% quando questo governo si è insediato. Nutre questa sua propaganda con parole d’odio inaccettabili. Qui non sono in discussione nemmeno le politiche messe in campo da Salvini e dal governo, politiche che noi abbiamo contrastato duramente in Parlamento e che continueremo a fare, qui c’è di più, c’è appunto un atteggiamento disumano che non può essere sopportato”.

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“Nell’ultimo mese sono arrivati numerosi mezzi con circa trecento persone. E’ un’altra prova dell’inutile accanimento del ministro dell’Interno contro donne e uomini che stanno soffrendo da settimane a bordo della Sea Watch e dello sfruttamento che sta facendo delle vite e della salute di questi naufraghi”.

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“Lasciamo perdere le volgarità. Non lascio perdere invece quando dice che noi, con azioni simili, ci comporteremmo da anti italiani. E’ l’esatto contrario. Noi siamo qui per difendere i principi fondamentali che reggono la nostra Repubblica e il rispetto delle leggi e del diritto internazionale. Il vero anti italiano, anzi, è lui che racconta bugie e brilla per assenza quando sui tavoli europei si discutono questi problemi. E’ mancato a ben sei dei sette consigli dei ministri dell’Interno in cui si affrontavano le questioni dell’immigrazione e dei rimpatri. Non  risultano accordi bilaterali con i paesi d’origine oltre a quelli già esistenti prima. Salvini ed i suoi soci si sono ben guardati dall’occuparsi della revisione del regolamento di Dublino e sono arrivati a sbandierare per grande successo la decisione dei paesi Ue di passare dall’obbligatorietà alla volontarietà sulla questione delle quote. Senza dimenticare che proprio i più grandi amici e alleati in Europa di Salvini, come l’Ungheria di Orban, sono i principali nemici di una politica comune sull’immigrazione tant’è che non hanno accolto nemmeno uno dei migranti previsti nel piano di ricollocazione”.

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“Sono una miscela di propaganda e superficialità. Nel primo decreto cosiddetto sicurezza, sempre dietro una retorica intollerante e costruita su un’inesistente emergenza, Salvini è riuscito nell’operazione di colpire al cuore il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati, unanimemente considerato il migliore e più efficace strumento di accoglienza ed integrazione ottenendo il risultato di creare, secondo stime non del Pd ma di organismi indipendenti, 160mila irregolari. C’è poi la bufala delle centinaia di migliaia di rimpatri sbandierati ai quattro venti durante la campagna elettorale e restati lettera morta come, tra l’altro, contestato in un raro momento di indipendenza anche dai cinquestelle. Più che altro siamo dinanzi a manifesti ideologici, buoni per comizi e selfie, ma incapaci di affrontare seriamente il dramma degli arrivi irregolari, incapacità aggravata dall’isolamento internazionale in cui ci ha precipitato il governo. E Salvini, per coprire tutto questo, prende di mira qualche decina di donne e uomini salvate da una Ong com’era già capitato mesi addietro, quando gli costò quel processo da cui scappò di gran lena”.

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