Tra demagogia e realtà: tutte le giravolte dei populisti al governo

Focus

Com’era facile sparare a zero sul quartier generale quando si stava all’opposizione. In pochi mesi di governo, i populisti si sono già rimangiati (quasi) tutto

Sono passati solo pochi mesi dal momento in cui i partiti che dovevano rovesciare tutto hanno preso il potere, formando il governo che si sono subito affrettati a definire “del cambiamento”. Lo hanno fatto dopo anni di opposizione feroce, di macchina del fango contro gli esecutivi a guida Pd, di violente e mirate campagne mediatiche social a tappeto, create apposta per screditare chi, in quel momento, era alla guida del Paese.

Ebbene, in questi pochi mesi, molte di queste ‘crociate’ si sono ritorte contro chi le ha promosse e portate avanti, sacrificate – spesso in maniera assolutamente corretta – sull’altare della realtà. Ma allora perché quando le cose le faceva il Pd erano delle porcate e ora non lo sono più?

Ecco una rapida rassegna, per capire di cosa stiamo parlando.

Beppe Grillo: gli 80 euro di Renzi? Una mancia miserabile

Così parlò il fondatore e garante del Movimento 5 Stelle, lasciando presagire una rapida scomparsa del provvedimento voluto dall’ex premier. Risultato: gli 80 euro non sono stati toccati.

Il blog delle Stelle: il Jobs Act? Un colossale fallimento

Un’analisi comparsa sul sito del M5s parla delle condizioni disastrose in cui i governi Renzi a Gentiloni hanno lasciato il Paese, facendo riferimento al Jobs Act. Ma la riforma è ancora lì e l’articolo 18 non è stato reintrodotto. Anzi i danni sono quelli che sta (già) provocando lo sciagurato decreto dignità voluto da Di Maio

Tap, la promessa di Di Battista: lo bloccheremo in due settimane

In Puglia, in particolare nel Salento, il Cinque Stelle hanno preso valanghe di voti promettendo di fermare il gasdotto Tap, con il celebre comizio di Di Battista a San Foca, a due passi da cantiere. Pochi mesi dopo, il governo ha confermato che l’opera si farà.

Ilva, Di Maio: noi da sempre per la chiusura

Neppure il tempo di ambientarsi nel suo nuovo ruolo di super ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, ed ecco Di Maio costretto al dietrofront, ovviamente accampando una giustificazione al limite del ridicolo: “Volevamo chiuderla, ma non potevamo. Il contratto non è annullabile, nonostante la gara fosse illegittima”.

M5s: “Al governo bloccheremo immediatamente le trivellazioni”

Il Ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato nuove ricerche di idrocarburi nel Mar Ionio. Il via libera è contenuto in tre decreti pubblicati sul Bollettino ufficiale idrocarburi e georisorse del 31 dicembre 2018 con cui il dicastero guidato da Luigi Di Maio accorda alla compagnia americana Global Med tre permessi per un totale di 2.200 km quadrati nel tratto che va da Leuca a Isola Capo Rizzuto, fra Puglia, Basilicata e Calabria.

Fico: la Rai deve essere plurale, fuori i partiti

E poi Lega e Cinque Stelle hanno messo in piedi la più grande lottizzazione mai vista a livello di servizio pubblico, spartendosi direzioni di rete, telegiornali e chi più ne ha più ne metta.

Taverna: chiedono la fiducia, siamo alla dittatura

Lo storico video della sempre moderata Paola Taverna è stato riesumato quando il governo ha deciso, per la prima volta nella storia, di approvare la Legge di Bilancio con due voti di fiducia in rapida serie a Senato e Camera, richiedendo il voto di fiducia e annullando qualsiasi tipo di discussione in Aula e nelle Commissioni.

Salvini: Renzi ha graziato i banchieri e truffato i risparmiatori

Con un cdm lampo, il governo decide di intervenire per salvare Banca Carige, con lo stesso identico strumento utilizzato dai governi Renzi e Gentiloni a tutela dei correntisti.

E’ solo l’ultima di una lunga serie di ipocrisie svelate. Ma la lista è destinata ad allungarsi.

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