Democrazia diretta. Da Grillo: “Chi critica si faccia un partito”

Focus

A Genova quasi cento attivisti annunciano l’addio al Movimento dopo il caso Cassimatis

A giudicare dalla reazione, Beppe Grillo non sembra particolarmente preoccupato dallo Tsunami che sta travolgendo il Movimento 5 Stelle nella sua Genova dopo il pasticciaccio del ritiro del simbolo alla candidata scelta on line Marika Cassimatis. Mentre sotto la Lanterna aumentano di ora in ora consiglieri e semplici attivisti che in aperta polemica con la decisione di Beppe Grillo annunciano l’abbandono al Movimento, il comico da Roma ha deciso di sbattere la porta in faccia al dissenso chiudendo ad ogni richiesta di dialogo.

«Dobbiamo intenderci su che cos’è la democrazia. Una democrazia senza regole non è una democrazia. Noi – ha spiegato Grillo, ieri in Parlamento per partecipare ad un convegno sull’acqua pubblica – abbiamo le nostre regole e io, da garante, le faccio rispettare.

Chi non è d’accordo, si faccia il suo partito». Non esattamente il tono conciliate che forse a Genova qualcuno si sarebbe aspettato dopo le tante prese di posizione che nel fine settimana hanno spaccato il M5S e spinto una buona parte dei consiglieri pentastellati e dei militanti a guardare verso il progetto di Federico Pizzarotti di intercettare il malcontento grillino. Un’ottantina, almeno, le defezioni già segnalate fra Genova e provincia.

Un «effetto domino», per dirla con le parole di Marika Cassimatis che ieri ha annunciato il proprio silenzio stampa rimandando qualsiasi altro commento ad una prossima conferenza stampa in cui secondo indiscrezioni potrebbe annunciare la propria uscita, che potrebbe addirittura portare il nuovo gruppo “Effetto Genov a”dell’ex M5S Paolo Putti a correre per il Comune, forse addirittura usando il programma già elaborato dai “gruppi di lavoro” del Movimento.

Anche perché  la frattura è ancora più evidente nel territorio, come a Valle Stura dove il Meet Up locale ha deciso di chiudere i battenti comunicandolo on line. «Un muro di gomma – hanno scritto gli ex attivisti – ci ha inesorabilmente separato da chi diceva di non fidarci di nessuno, di mettere in discussione tutto e da tempo ormai ci chiedeva fiducia cieca.

Chiudiamo questa pagina con la stessa fierezza – hanno concluso – con cui l’abbiamo aperta, la fierezza di chi decide da sempre con la propria testa e, se è il caso, paga di persona». Ma la “cacciata”della lista della Cassimatis potrebbe avere anche strascichi legali visto che molti dei candidati consiglieri hanno deciso di rivolgersi ad un avvocato per vedersi riammessi alla competizione. E il legale contattato, da questo punto di vista, è una garanzia trattandosi di quel Lorenzo Borrè che ha già portato il Movimento in Tribunale a Roma e a Napoli ottenendo la riammissione di attivisti illegittimamente espulsi o esclusi dalle elezioni comunali.

Le vacanze di riposo di Virginia

A Roma per incontrare i parlamentari del Movimento, Grillo ha trovato ad attenderlo però una nuova grana con la sindaca della Capitale Virginia Raggi che proprio ieri mattina ha annunciato l’intenzione di staccare dai lavori del Campidoglio per una breve vacanza di cinque giorni in compagnia del figlio. «Troppo stress», avrebbe detto Virginia Raggi spiegando che la pausa le era stata consigliata dai medici che l’avevano visitata dopo il ricovero in ospedale per un lieve malore. Piccolo dettaglio: era il 24 febbraio scorso.

E allora non può non saltare all’occhio il fatto che, un mese dopo quella raccomandazione dei medici, la sindaca abbia scelto per allontanarsi da Roma una settimana politicamente molto delicata in cui sarebbe dovuta comparire per due volte davanti all’assemblea capitolina (che dall’inizio dell’anno si è riunita soltanto quattordici volte, cinque delle quali in altrettanti giorni consecutivi per chiudere la partita del bilancio) per rispondere alle domande dell’opposizione.

E su temi decisamente scomodi: come il suo coinvolgimento nell’inchiesta giudiziaria che la vede indagata per abuso d’ufficio in relazione alle nomine dei fratelli Marra e di Salvatore Romeo, in programma per oggi, e poi giovedì il nuovo progetto dello Stadio della Roma di cui nessuno in Campidoglio ha ancora visto un progetto concreto nonostante la scadenza del 5 aprile della conferenza servizi.

Una coincidenza che ha fatto sorgere più di un dubbio, e non soltanto fra i banchi dell’opposizione. Anche perché l’appuntamento per riferire dei «recenti fatti giudiziari riportati dalla stampa» era già stata rinviata la scorsa settimana per il viaggio (poi annullato) della sindaca a New York. «È uno sgarbo istituzionale, aspettiamo comunque che la sindaca ritorni dalle vacanze per riferire all’aula sullo stato di salute della sua maggioranza», ha commentato ieri la capogruppo del Pd Michela De Biase. «Sarò fuori città per qualche giorno di riposo in compagnia della mia famiglia – ha replicato la sindaca – Ho dato ascolto alle parole dei medici che mi avevano prescritto di staccare un po’dopo sette mesi di lavoro senza pausa. Non credevo che si potesse arrivare a tanto ma ho visto che sono già uscite delle foto rubate che ritraggono me e mio figlio in viaggio. Sono utilizzate da qualcuno strumentalmente per fare polemica. Ma questa non è politica. È sciacallaggio».

 

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