Desirée: due fermati per stupro e omicidio

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Omicidio-Desirée

Ignorate da Salvini e Raggi le richieste di intervento. La presidente del Municipio II: Ho chiesto di organizzare un presidio fisso, il questore ha alzato le spalle dicendo: ‘Presidente abbiamo la coperta corta se noi mettiamo una pattuglia da lei la dobbiamo togliere da un’altra parte’

Hanno un nome, le belve che hanno violentato e ucciso, in uno stabile del quartiere San Lorenzo, a Roma, Desirée Mariottini di sedici anni.
Si tratta di due cittadini senegalesi, irregolari in Italia. Mamadou Gara di 26 anni e Brian Minteh di 43, sono stati fermati stanotte dagli agenti della squadra mobile di Roma e del commissariato San Lorenzo, perché sospettati di essere responsabili, in concorso con altre persone, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario.
Un terzo uomo si trova al momento negli uffici della questura, interrogato dagli inquirenti, anch’egli sospettato per la morte dell’adolescente.

 

Le indagini

“Il provvedimento di fermo si basa su gravi indizi di reità e dovrà essere sottoposto a convalida del gip. Le indagini continuano”. Lo ha dichiarato il capo della Squadra Mobile di Roma, Luigi Silipo, parlando dei due fermati per la morte di Desirée Mariottini.

Oltre alla terza persona portata in questura, si parla anche di un quarto uomo coinvolto.
Intanto, uno dei frequentatori del palazzo di via dei Lucani dove è stata trovata morta la ragazza, ha dichiarato: “Quella notte ero nel palazzo. Ho visto Desirée stare male. Era per terra e aveva attorno 7/8 persone. Le davano dell’acqua per farla riprendere“, poi attorno all’una di notte, “qualcuno chiamò i soccorsi“.

 

La coperta è corta: “Se noi mettiamo una pattuglia da lei la dobbiamo togliere da un’altra parte”

Nonostante i proclami del ministro dell’Interno, in questi mesi di governo la situazione per le forze dell’ordine non è cambiata. Lo testimoniano le parole con cui il questore di Roma ha risposto alla presidente  del Municipio II di Roma, Francesca del Bello (Partito Democratico).

“Ieri mattina alle 9.30- ha spiegato la presidente in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei – sono stata al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza dove poi è andato Salvini ma io ero già andata via. Ho chiesto al questore di organizzare un presidio fisso, che avevamo già chiesto tempo fa perché lì era morta una ragazza. Io mi sento moralmente responsabile, me la sento sulla coscienza questa vita. Il questore ha alzato le spalle dicendo: ‘Presidente abbiamo la coperta corta se noi mettiamo una pattuglia da lei la dobbiamo togliere da un’altra parte‘. Aumentare la presenza delle forze dell’ordine è senza dubbio importante ma c’è anche un tema di disagio sociale. Non conosco bene la storia di questa ragazza, ma come ha fatto a trovarsi lì a 16 anni? Chi ce l’ha portata? C’è un problema di disagio che deve essere affrontato diversamente”.

“Le ruspe e la violenza- ha concluso la presidente Del Bello a inBlu Radio- non ci servono. Ci sono dei toni da parte della politica che sono inaccettabili. Non abbiamo bisogno di pensare che il problema della sicurezza in Italia sia legato al tema dei migranti irregolari. Chi governa ha l’obbligo di far capire all’Italia che il problema della sicurezza e illegalità è a prescindere dal colore della pelle”.

 

Quegli allarmi inascoltati da Raggi e Salvini

Intanto, mentre le indagini di polizia stanno portando risultati, si sta ragionando sulle responsabilità. Difficile che la sindaca Raggi possa invocare, a suo discapito, il fatto d’essere appena arrivata: sono due anni che governa, e tutto a Roma sta precipitando. Ogni giorno una croce, ogni giorno un problema che ne attesta debolezza e incapacità. I rifiuti ovunque, i cinghiali a passeggio, le voragini nelle strade, il crollo della metro, e l’insicurezza che si somma al degrado.

“Che la situazione di Roma sia peggiorata negli ultimi due anni – dichiara il segretario nazionale del Pd Maurizio Martina ospite a RTL 102.5 – è un dato oggettivo. Conoscendo un po’ la vicenda di San Lorenzo, la storia di quello stabile è nota da tempo. Il consiglio di zona e il responsabile del municipio hanno chiesto dei mesi scorsi un intervento a Comune e Ministro dell’Interno, non c’è stata risposta. Perché si sia lasciata andare quella situazione è una delle cose da chiarire. Salvini ha fatto bene ad andare ieri, ma suo compito è rispondere quotidianamente sul bisogno di sicurezza e non solo andare un’ora sul luogo dopo una tragedia”.

Oggi, l’Huffington Post pubblica un servizio, a firma del vice direttore Alessandro De Angelis, in cui ricostruisce la vicenda degli allarmi inascoltati proprio a proposito di San Lorenzo e dello stabile di via dei Lucani. “Da mesi la presidente di quel municipio, e non solo lei, – si legge nell’incipit – segnalava la situazione di grave degrado dello stabile dove è stata trovata morta Desirée Mariottini, e dell’area circostante. Da mesi le autorità del II municipio di Roma chiedevano un presidio fisso di forze dell’ordine. Segnalazioni fatte alla Prefettura da mesi, incluso il periodo in cui al Viminale è arrivato Matteo Salvini”. 

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