L’inconcludente lista della spesa di Di Maio

Focus

Nel calderone gialloverde si mescola tutto senza che venga delineato un percorso, un metodo di lavoro per i prossimi mesi (anni?)

Da Luigi Di Maio oggi, di fronte alle Commissioni Lavoro, Attività produttive e Affari sociali della Camera, ci aspettavamo davvero qualcosa di più che non le elencazioni e brevi sottotitoli alle linee guida dell’attività del suo super Ministero, Lavoro e Sviluppo economico.

A un mese dal suo giuramento, è venuto di nuovo a prendere in giro il Parlamento con belle intenzioni e parole vuote. Pensioni d’oro, opportunità della rete da cogliere, Made in Italy da tutelare (mentre strizza l’occhio ai pericolosi dazi di Trump), senza dimenticare il reddito di cittadinanza del quale continua a mancare tragicamente la sostanza.

Tutti gli impegni più importanti che attendono il governo stanno in un’inconcludente lista della spesa: Ilva, Alitalia, equo compenso, rappresentanza sindacale, taglio del costo del lavoro. Nel calderone gialloverde si mescola tutto senza che venga delineato un percorso, un metodo di lavoro per i prossimi mesi (anni?).

L’impressione è che faranno la fine del decreto dignità, ancora negli uffici in cerca di coperture per una decina di articoli raffazzonati. Attenzione però: quella di questo governo non è solo incompetenza e inesperienza. Per ogni grande annuncio miracoloso e impossibile da realizzare ci sono sempre poche micidiali modifiche che rivelano una visione precisa di Paese.

Dalla legge sul caporalato da ammorbidire per favorire il bracciantato in agricoltura, all’autorità anticorruzione da indebolire per tornare ad appalti pubblici poco trasparenti e a rischio tangenti, questo governo gialloverde somiglia tremendamente al centrodestra che ha governato più volte questo Paese dal 94 al 2011.

Le stesse pulsioni anti-controlli mascherate da lotta alla burocrazia, la stessa complicità con evasione ed elusione fiscale mascherata da semplificazione. Per questo la nostra opposizione non può essere solo denuncia della loro incapacità, ma soprattutto proposta di radicalmente altro. Reddito di inclusione, assegno universale per le famiglie, salario minimo, e abbiamo appena iniziato. Continuiamo così e battiamoli con la politica.

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