Di Maio, il festival degli sfondoni

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Il leader M5S vuole sfidare i candidati premier: che non esistono per legge

Pessima prova di Luigi Di Maio oggi a Radio Capital. Non è la prima – è vero – ma stavolta di sfondoni ne ha infilati diversi in una volta sola.

Iniziamo dalla più clamorosa. “Se si dovesse arrivare al referendum, che però io considero una ‘extrema ratio’, è chiaro che io voterei per l’uscita, perché significherebbe che l’Europa non ci ha ascoltato”. Ma ancora non ha capito, il capo del M5s, che la Costituzione esclude le materie internazionali da quelle sulle quali si può indire un referendum? Parla di un referendum consultivo, allora? Altro che ‘extrema ratio’: è semplicemente una cosa che non esiste.

Il senso propagandistico dell’uscita di oggi è evidentemente un altro: strizzare l’occhio agli euroscettici. E’ la competizione diretta con la Lega, l’altro partito populista al quale M5S disputa l’osso dell’antieuropeismo.

Altra sciocchezza. “Se alle elezioni dovessimo ottenere il 40%, potremmo governare da soli. Se non dovessimo farcela, la sera delle elezioni faremo un appello pubblico alle altre forze politiche che sono entrate in Parlamento presentando il nostro programma e la nostra squadra. E governeremo con chi ci sta”. A parte che lui “la sera delle elezioni” potrà fare quello che vuole tranne che comportarsi da premier incaricato, perché quello lo decide il Presidente della Repubblica, c’è da chiedersi cosa voglia dire “con chi ci sta”? Un partito “può starci” su un tema e “non starci” su un altro, e così per tutti i partiti: e che si fa, un governo-Arlecchino? Quale maggioranza politica ci sarebbe? Che stabilità garantirebbe una roba siffatta?

Altro sfondone. “Non vogliamo togliere il bonus degli 80 euro (Renzi ringrazia-ndr) ma abbiamo pronta una riforma degli scaglioni Irpef che aiuterà il ceto medio e le persone in difficoltà. Ricordiamoci che per pagare gli 80 euro è stata introdotta l’Imu agricola per due anni”. Siccome l’aveva già detta, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina aveva replicato qualche giorno fa: “Peccato non sappia che in tre anni abbiamo azzerato Imu, Irap e Irpef agricola per tutti i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali. I fatti sono più forti della sua propaganda”.

Ancora. Di Maio si è detto disposto ad accettare confronti televisivi “con tutti i candidati premier delle altre forze politiche. Ci facciano sapere chi sono”. Ma quanto ci vuole a capire che la figura del candidato premier non esiste? Non è vietata ma neppure obbligatoria. Si confronti con chiunque, il capo grillino, senza scappare invocando regole inesistenti (già ieri, da Lucia Annunciata, ha fatto una brutta figura rifiutando il dibattito con Salvini). Vai in tv, Di Maio, e rispondi alle domande dei tuoi avversari: così fa un leader.

 

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