E ora Di Maio ha paura del sorpasso in discesa

Focus

“Ho sbagliato a fidarmi”: ma Rimborsopoli era un “sistema”

“Ho sbagliato a fidarmi dell’essere umano, ma c’è tempo per rimediare, queste persone sono state allontanate”. Dietro la maschera arrogantella, in Luigi Di Maio prende corpo una specie di autocritica, “ho sbagliato”. Naturalmente, scaricare tutto sull’ “essere umano” fa ridere, perché qui si sta parlando di politica e non di esistenzialismo. Pertanto la domanda rimane: ma il gran capo del M5s nonché candidato a palazzo Chigi è talmente ingenuo da non aver avuto sentore di nulla?

O un super-ingenuo o un super-mariuolo

Di Maio non è solo il candidato premier (?) ma è il capo politico, l’uomo forte, il Delfino, il number one – chiamatelo come volete. Ha un sacco di gente che lavora per lui. Conosce vita morte e miracoli di ciascun parlamentare. In questa storia non si parla del deputato di terza fila, ma di diversi ex capigruppo, di parlamentari noti: e lui non si è accorto di niente? 

Può essere che sia uno che viva in un mondo autoreferenziale, ma allora sarebbe pericoloso affidargli non dico il Paese ma persino un condominio.

Eppure, altro che “mele marce”: quello che sta emergendo è un “sistema” (vedremo quanto esteso, per ora siamo a 10 nomi) – il sistema ” bonificare-fotografare-annullare” – del quale i magnifici 10 certamente parlavano fra di loro. E Di Maio – insistiamo – non sapeva nulla? Se così fosse farebbe la figura del super-ingenuo. Se invece sapeva e ha taciuto, quella del super-mariuolo.

Le critiche di Giannuli e Padellaro

Dice oggi Di Maio che restituiranno tutto: e ci mancherebbe. Che in ogni caso hanno versato 23 milioni, come se questo emendasse la mancanza del ventiquattresimo.

Inutile girarci intorno, c’è affanno, nelle parole del capo e dei suoi seguaci. C’è imbarazzo. Non potrebbe essere diversamente: beccati con le mani nella marmellata, proprio loro, i gran “ripulitori” della politica italiana, devono subire un fatto nuovo che può incidere sul voto. Difficile fare previsioni. Certo è che Rimborsopoli cade proprio nel momento decisivo della campagna elettorale, in vista del rush finale, in una fase nella quale il M5s già mostrava di esaurire la spinta propulsiva.

Stamane a Omnibus persino un “ideologo” come Aldo Giannuli, pur nell’ambito di una arringa difensiva da tribunale di provincia, ha detto che “darebbe uno schiaffo a Di Maio”. E Antonio Padellaro, sul Fatto già organo della Caselggio Associati, scrive: “Se non sono capaci di controllare i conti di qualche centinaio di persone come possono tenere in ordine il bilancio di un’intera nazione?”. Già.

Ora, lo spettro di essere superati dal Pd si fa più concreto: con tanti saluti alla prospettiva di ricevere l’incarico di formare il nuovo governo e giocare comunque un ruolo da protagonista nel dopo- 4 marzo. Per questo i grillini sono nervosi. Al Pd il compito di raccogliere il dissenso fra le fila dei loro elettori e fornire loro una prospettiva diversa e credibile.

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