Annunci, smentite e staffette: Salvini e Di Maio ci riprovano. Ma il nodo resta ancora il premier

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Per Delrio, Salvini e di Maio “hanno una cultura costituzionale preoccupante”

E’ alla battute finali la trattativa tra M5s e Lega in vista della formazione del governo. Secondo le anticipazioni di entrambi i partiti, si dovrebbe chiudere oggi il tavolo sul ‘contratto di governo del cambiamento’ in discussione dalla settimana scorsa. E così, dopo la giornata nera di lunedì, sembra tornare la fiducia e le dichiarazioni entusiastiche: “Forse riusciamo a chiudere il contratto di governo”, afferma il leader M5S. “Siamo al tratto finale”, gli fa eco quello della Lega dicendo che anche prima di lunedì potrebbero tornare al Colle per comunicare al presidente della Repubblica le novità.

Oltre al programma – su cui Toninelli dice “ci sono pochi punti da chiudere, ma una volta che si firma il contratto si parte”-  si stringe anche per chiudere il nodo della premiership e della composizione della squadra di governo. Secondo quanto si apprende da fonti di entrambi i partiti, sarebbe tramontata l’idea di un premier ‘terzo’. Tutte le ipotesi sarebbero tornate sul campo, anche quella della staffetta a Palazzo Chigi tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Ma anche il contrario: facendo eco alle parole del segretario del Carroccio che ha parlato di un possibile “passo di lato”, anche il leader del M5S, Luigi Di Maio ha spiegato: “Io mi auguro che ci siamo, sarebbe un modo anche per metterci alla prova, ma se per arrivare a far partire un governo è utile che il segretario della Lega e il capo politico del Movimento 5 stelle stiano fuori, staremo fuori”.

Prende quota l’idea di affidare la presidenza del Consiglio a un esponente pentastellato che non sia Di Maio. E il nome che circola più insistentemente è quello di Alfonso Bonafede. Il partito di via Bellerio, però, avrebbe avanzato la richiesta di un presidente del Consiglio non schierato con M5s.

Insomma tutte le ipotesi che circolano, fanno capire che un’intesa, in realtà, è ancora lontana.

Grillo ‘sponsorizza’ il governo

Dopo molte settimane torna a parlare Beppe Grillo che sembra dar manforte al governo giallo-verde e si trasforma in un novello leghista, con tanto di sintonia in tema di immigrazione. E rilancia sul superamento della moneta unica: “Siamo favorevoli a un referendum consultivo sull’Euro. Potrebbe essere una buona idea avere due Euro, per due regioni economiche più omogenee. Uno per l’Europa settentrionale e uno per l’Europa meridionale”, dice in una intervista a Newsweek. “L’Unione europea in passato aveva molti meriti, ma ora è disfunzionale, ha bisogno di riforme”, ha aggiunto il padre fondatore del Movimento cinque stelle.

Poi sulla formazione di un governo Grillo è chiaro:”Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma accadrà. Se puntiamo a ridurre le imposte per le piccole e medie imprese, se puntiamo a un reddito di cittadinanza, se vogliamo migliorare la vita delle persone, allora possiamo trovare un accordo”.

M5s-Lega? Si rischia governo di vera destra 

Chi spera che invece questo accordo non ci sia è il ministro uscente Graziano Delrio, capogruppo dem alla Camera, che dice senza mezze misure ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital: “Un autista ubriaco ti conduce in un burrone ed è un pericolo per tutti, per i passeggeri che sono a bordo”, dunque “auspico che Lega e M5S non ce la facciano” ad arrivare a un governo. Lecito, per Delrio, auspicare che un governo Lega-M5S non nasca “se uno pensa che sia un governo pericoloso per il Paese. Io vorrei che i vincenti governassero con un minino di sale in zucca”, dunque un governo di Maio-Salvini “non lo auguro agli italiani. Il diritto di provarci ce l’hanno, dunque è giusto lo facciano perché hanno vinto le elezioni e il cittadino deve essere l’arbitro, ma detto questo da qui a dire che debba augurarmi che il governo arrivi in fondo”. Per l’esponente dem “c’è l’alternativa del governo istituzionale prevista dal Presidente”, un’opzione, a suo dire, “molto più saggia”.

Soprattutto alla luce delle anticipazioni sul contratto di governo che secondo il ministro uscente è davvero “orribile”. Quello che si profila all’orizzonte è un “governo di vera destra in Italia”; per Delrio, infatti, “Salvini ha le idee molto chiare”, dunque l’esponente dem ricorda i legami con Le Pen e Orbàn, “mentre di Maio ha le idee molto confuse. Quando si mettono insieme due così, la linea la dà chi ha le idee chiare”. La cosa che mi preoccupa di più è quel che manca” in quel programma, ovvero “il lavoro, i meccanismi per crearne mancano completamente. Si parla molto di sussidi e mance, anche sulle pensioni, Berlusconi era anche più generoso, ma il problema sono le nuove generazioni”. Poi il tema del comitato di conciliazioni parallelo al Consiglio dei ministri che, continua Delrio, sembra “il gran consiglio del fascismo”; Salvini e di Maio “hanno una cultura costituzionale preoccupante”.

 

 

 

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