Di Maio sarebbe correo, non testimone

Focus

Il M5s solidale con Salvini in tutto e per tutto: ormai è un partito unico

Per fare bella figura con l’uomo forte del governo, Luigi Di Maio – ormai scendiletto di Salvini – ne ha detta una grossa. “Se si farà il processo a Salvini io farò da testimone per dire che quella della Diciotti è stata una scelta di tutto il governo”. Molto struggente. Non sa però, Di Maio, che in quel modo i giudici lo trasformerebbero subito in correo di un (presunto) reato. Due vicepremier imputati al prezzo di uno. La storia è una splendida metafora – ma vera – del rapporto fra Lega e M5s, un rapporto più che simbiotico, diremmo – per usare una celebre espressione dalemiana – un’amalgama riuscito, riuscitissimo. E’ la tragedia cui Di Maio ha condotto il Movimento autonomo trasformandolo in partito al servizio di un altro: oramai siamo in presenza di un partito unico – il partito gialloverde – pur con delle sfumature al suo interno, delle vere e proprie correnti. Ma indovinare le differenze reali fra il partito di Salvini e quello di Di Maio-Di Battista è sempre più arduo, basta sentirli in televisione fare i medesimi discorsi: ma se il M5s si riduce a una pallida imitazione della Lega, che ci sta a fare? E infatti calano nei sondaggi, come ha candidamente spiegato Conte alla Merkel che ovviamente già sapeva tutto.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli