Il dialogo non decolla. Pd: “Niente diktat”

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Al Nazareno c’è la volontà di discutere ma non di rivedere le riforme già portate a casa

Dopo le dichiarazioni di Roberto Speranza, la situazione è ancora in stand by. Il dialogo tra Pd e Mdp non sembra partire almeno finché non si rivedranno le richieste avanzate. E i motivi sono diversi.

Innanzitutto non si può non ricordare quella scissione che si è consumata all’interno del Pd e che ha portato alla nascita di Mdp. L’uscita dal partito di Speranza e Bersani è ancora molto, troppo recente e riaprire un confronto al momento è difficile. Anche per una questione di tenuta interna della stessa Mdp, visto che una parte non ha alcuna intenzione di tornare ad allearsi con i dem, a partire da Massimo D’Alema che meno di tutti crede in questa operazione (“Parlare con Matteo Renzi è solo una perdita di tempo”, avrebbe detto).

Al Nazareno si dicono disposti al dialogo (spingono soprattutto franceschiniani e minoranza Pd), ma – sottolineano – solo sulla base della credibilità politica delle richieste. E porre come condizione la modifica della riforma elettorale, non è certo un buon inizio di dialogo. Di sicuro è complicato. I temi di confronto messi sul tavolo da Speranza sembrano, per molti al Nazareno, se non una provocazione, almeno delle richieste avanzate “solo per farsi dire di no”.

In più gli spazi di confronto tra Mdp e Pd prima della legge elettorale sono abbastanza limitati. Difficilmente, infatti, si potrà discutere sul Rosatellum, soprattutto a questo punto, con la legge che arriva domani in Senato e su cui si punta ad accelerare per chiuderla definitivamente. Inoltre, sulla legge la richiesta di fiducia da parte del governo è data praticamente per scontata per evitare i numerosi voti segreti richiesti dalle opposizioni. Quindi un eventuale faccia a faccia tra Renzi e Speranza, se mai ci sarà, avverrà comunque a legge approvata, non certo prima.

La Buona scuola e Jobs Act sono gli altri due temi su cui Mdp chiede il confronto con i dem. Anche in questo caso il Pd non ha intenzione di fare dietro front su due riforme così importanti e che “hanno portato risultati importanti dal punto di vista dei numeri”.

La volontà di un dialogo c’è, ma su dei temi politici veri per lavorare su un’intesa solida con chi ha deciso di uscire proprio per una differenza di vedute politiche. “Anche perché – fanno sapere ancora dal Nazareno – il tema è ragionare sul futuro e non sul passato”. Insomma, la possibilità di trovare dei punti di incontro al momento sembra remota.

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