Diamo credito ai giovani: 18mila euro ai diciottenni per fare impresa o studiare

Focus

Favorire la formazione e l’ingresso nella vita attiva per i giovani, istituendo un fondo di capitale presso l’Inps denominato “Credito Giovani”: questa la proposta del Pd

Il futuro appartiene ai giovani, è a loro che bisogna dare tutte le possibilità per crescere e rendersi autonomi: per questo il Partito Democratico ha fatto le cose in grande. E’ stata presentato oggi, sia alla Camera che al Senato, il progetto di legge ‘ Credito Giovani’ che permettere ai neo 18enni di avere a disposizione un fondo di 18mila euro (1.000 euro per ogni anno di vita).

A cosa servono questi soldi?

Per per fare formazione, avviare un’attività professionale, fare impresa, iscriversi ad un corso universitario o accendere un mutuo per una casa. La proposta è stata lanciata in conferenza stampa dai due capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci assieme ad Elena Bonetti, Massimo Ungaro, Simona Malpezzi, Anna Ascani, Mauro Del Barba, Luciano Nobili, Teresa Bellanova, Andrea De Maria e Eugenio Comincini.

Chi potrà beneficiare di questo fondo?

La misura è universale ed è destinata ad una platea di 450-500mila persone, cittadini italiani e stranieri neo maggiorenni che abbiano  conseguito l’obbligo formativo frequentando almeno 5 anni in scuole italiane o da stranieri e apolidi che acquistano la cittadinanza italiana entro i 19 anni. Oltre che per l’istruzione e la formazione, il beneficio viene concesso come aumento di capitale di rischio di piccole e medie imprese, per l’acquisto di pensioni a capitalizzazione o polizze vita, per il finanziamento di esperienze di volontariato all’estero.
In più secondo il ddl l’Inps potrà gestire il beneficio ed erogare un importo aggiuntivo del 20% in caso di progetti sottoscritti da due o più beneficiari.

 “La nostra proposta”, ha detto Graziano Delrio, “mette al centro i giovani, dandogli la possibilità di investire su se stessi, dandogli fiducia, dandogli non uno stipendio ma la possibilità di mettersi in gioco”. Il senatore Andrea Marcucci si è quindi rivolto alla maggioranza parlamentare perché rifletta su questa proposta: “Non si può – ha detto il capogruppo dem- continuare ad abolire la parola futuro dalle politiche del governo”.

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