Il caso Diciotti simbolo dell’Europa in mano ai populisti

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L’ex premier Gentiloni sul caso Diciotti: “Prima mondiale di una nave della Guardia costiera bandita dai porti del proprio Paese”

Quel che sta succedendo con la Diciotti ha del paradossale. Una nave della Guardia costiera italiana che da cinque giorni non può sbarcare in un porto italiano per un capriccio di Salvini. Stiamo parlando di 177 persone che da ieri sera sono attraccate a Catania in attesa di un lascia passare.

Come ha osservato l’ex premier Paolo Gentiloni è “la prima mondiale di una nave della Guardia costiera bandita dai porti del proprio Paese”.

Il ministro dell’Interno ha fatto sapere che non darà l’autorizzazione finché l’Europa non avrà prima aderito alla richiesta di suddivisione nei diversi paesi membri avanzata domenica dal ministro degli Esteri Moavero Milanesi. Ma dall’Europa al momento non ci sono segnali.

Il paradosso che sono proprio gli alleati di Salvini a dire no alla suddivisione, governi che come il nostro hanno vinto sulla chiusura, sulla politica del respingimento, ma a differenza dell’Italia non si trovano al centro del Mediterraneo. E così c’è l’Austria che con il suo cancelliere Sebastian Kurz, che occupa la presidenza semestrale della Ue, ha sollecitato il veto a qualsiasi attracco in porti europei di barche con migranti in arrivo dall’Africa.

Non dimentichiamoci poi dei paesi del Visegrad da sempre fautori delle barriere e che ad oggi non hanno mai collaborato nella suddivisione. E’ questa l’Europa in mano ai populisti, un’Europa priva di solidarietà che erge dei muri. Ora il ministro Salvini invoca l’intervento delle autorità europee, ma sa benissimo che senza un aiuto dei paesi con a guida i suoi alleati, in primis l’ungherese Orban, l’Italia rimarrà isolata a gestire l’accoglienza.

E pensare che, come ricorda Lia Quartapelle, “due mesi fa il governo Conte ha raccontato che aver fatto approvare il principio di meccanismi volontari di redistribuzione nell’Ue era rivoluzionario. Oggi, Toninelli e Salvini tengono bloccate 177 persone su una nave per obbligare qualche paese europeo a ricollocarne alcuni”.

Va detto non c’è più l’emergenza sbarchi, il lavoro del ministro Minniti ha avuto i suoi frutti e gli sbarchi sono decisamente diminuiti. Nonostante ciò Salvini non perde occasione per fare propaganda sulla pelle di esseri umani stremati da giorni in mare, che sono seguiti a mesi di maltrattamenti e di stenti.

Gli appelli affinché la situazione si sblocchi si moltiplicano, la portavoce dell’Unhcr Carlotta Sami osserva: “Le persone a bordo hanno subito abusi, torture, sono vittime di tratta e traffico di esseri umani. Hanno bisogno urgente di ricevere assistenza e diritto a chiedere asilo. Un diritto fondamentale, non un crimine”.

Vedremo quanto andrà avanti questa prova di forza, una prova di forza non nei confronti dell’Europa, ma di 177 persone prigionieri su una nave della Guardia costiera italiana nel porto di Catania.

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