Dietrofront per la Magneti Marelli. Il 25 aprile farà entrare l’Anpi

Focus

La decisione dei sindacati di invitare l’Anpi e l’amministrazione comunale per la cerimonia si era infatti scontrata con il “niet” dell’azienda

La Magneti Marelli farà entrare nella fabbrica di Bologna, l’ex Weber, i rappresentanti dei partigiani e del Comune il 25 aprile.

La Fiom-Cgil annuncia infatti la “marcia indietro della Magneti Marelli per le assemblee del 25 aprile”. La decisione dei sindacati di invitare l’Anpi e l’amministrazione comunale per la cerimonia si era infatti scontrata con il “niet” dell’azienda, che aveva opposto un netto rifiuto in nome del fatto che né gli ex partigiani né gli amministratori pubblici sono dipendenti. Un analogo provvedimento la Marelli lo aveva preso già lo scorso anno, quando negò il lasciapassare ai musicisti de Lo Stato Sociale, ma stavolta il rifiuto ha destato molto più scalpore.

Il polverone che si era sollevato deve aver fatto cambiare idea all’azienda che in una nota “ribadisce che da parte sua l’unico intento è quello di rispettare l’articolo 20 dello Statuto dei Lavoratori, che prevede che all’interno delle assemblee Sindacali possano essere ammessi come ospiti esterni solamente dirigenti esterni appartenenti agli stessi sindacati”.

Ma è la premessa alla correzione del tiro. “In relazione all’anniversario della Liberazione del 25 aprile, patrimonio comune e fondante della nostra Repubblica, come già successo in altre occasioni in passato, l’azienda organizzerà per il 17 aprile una celebrazione congiunta all’assemblea Sindacale, per commemorare Gualtiero Marzocchi presso la lapide collocata all’interno della mensa aziendale, e inviterà in prima persona l’Assessore al Lavoro del Comune, Marco Lombardo e la Presidente della sezione bolognese dell’Anpi Anna Cocchi”.

Pace fatta, soddisfatti i metalmeccanici della Fiom-Cgil. “Porte aperte alle Istituzioni e all’Anpi – sottolinea il segretario bolognese, Michele Bulgarelli –. A Bologna non si passa” la città si conferma partigiana. “Una vittoria dei lavoratori, della democrazia e anche della stampa, che ha raccontato e dato visibilità a quello che stava succedendo”.

 

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