Torna l’emergenza spazzatura: la Capitale invasa dalla “monnezza”

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Cassonetti debordanti, sacchetti ovunque, strade sporche e con il caldo aumenta anche il cattivo odore. Il rischio sanitario è elevato

Cassonetti debordanti, sacchetti ovunque, strade sporche e con il caldo aumenta anche il cattivo odore. Il rischio sanitario è elevato. C’è chi dice che l’emergenza rifiuti quest’anno è arrivata in anticipo. Ma quella che da anni viene definita emergenza in realtà è la norma, è la situazione che periodicamente si verifica in ogni zona di Roma, “quartieri bene” inclusi. Le segnalazioni dei cittadini arrivano da ogni quadrante della città e si accumulano, proprio come i sacchetti in strada che nessuno ritira.

Gli impianti di Rocca Cencia e di via Salaria, sempre più intasati, non riescono a smaltire l’indifferenziata prodotta da una città che non è in grado di avviare una raccolta differenziata efficiente come succede in altre città italiane. E poi c’è la questione che l’amministrazione non vuole affrontare, cioè quello dell’autosufficienza: al momento la città dipende per buona parte dai privati, rendendo il servizio costoso.

E per questo nella Capitale il problema è perenne, perché la tanto attesa rivoluzione promessa in campagna elettorale non è mai arrivata. La differenziata, uno dei cavalli di battaglia di Virginia Raggi, è cresciuta troppo poco. Il porta a porta, escludendo alcuni municipi, praticamente non esiste.

Il ponte del primo maggio è stata l’ennesima prova fallita, con l’Ama impegnata nella pulizia straordinaria di piazza San Giovanni dopo il concerto. Ma l’appuntamento era previsto da tempo e si sarebbe potuto affrontare meglio per non abbandonare il resto della città nella sporcizia.

E alle richieste dell’opposizione e dei sindacati la giunta non risponde, “si chiude a riccio”, accusa il segretario generale della Fp Cgil di Roma e Lazio Natale Di Cola. “Il caos rifiuti nella Capitale – aggiunge è la norma. Non farci entrare negli impianti è un errore. Mostra debolezza. Ma non aprire un tavolo di crisi è persino peggio. A questo punto andrebbe allargato a tutte le istituzioni, visto il carattere nazionale del problema”.

Il problema arriva anche in Assemblea capitolina dove il Pd ha chiesto per l’ennesima volta negli ultimi mesi la convocazione di una commissione Ambiente con i vertici Ama e l’assessore Pinuccia Montanari. “Veniamo puntualmente ignorati”, ha commentato in aula la consigliera del Pd Valeria Baglio. “M5s – accusa la dem Michela Di Biase – dice no all’impiantistica e alla chiusura del ciclo dei rifiuti e irresponsabilmente ha bloccato i progetti della passata giunta di centrosinistra. Dopo la chiusura di Malagrotta, la più grande discarica d’Europa, la sindaca Raggi e la sua giunta hanno ridotto la capitale in un unico immondezzaio”.

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