Di Maio dichiara guerra al Ceta (e alla democrazia): “Chi lo difende sarà rimosso”

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Il leader M5s minaccia i funzionari del ministero. “Un dittatorello” commenta il deputato dem Librandi

È guerra aperta al Ceta, il trattato di libero scambio tra il Canada e l’Unione europea. Oggi Luigi Di Maio all’assemblea della Coldiretti è riuscito ad attrarre le ire di tutti con un solo intervento.

Una frase in particolare non è passata inosservata durante il suo discorso: “Se anche uno solo dei funzionari italiani che rappresentano l’Italia all’estero continuerà a difendere trattati scellerati come il Ceta, sarà rimosso”. Parole arroganti e gravissime quelle del leader pentastellato che non esita a minacciare i funzionari del ministero per portare avanti la sua battaglia contro l’accordo internazionale che, ne è sicuro, la sua maggioranza respingerà in aula. “È arrivato il dittatorello”, commenta il deputato pd Gianfranco Librandi.

E anche l’idea di eliminare il Ceta viene giudicata una “follia” come dichiara l’ex sottosegretario allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto: “Il ministro propone di bocciare un trattato già in vigore, grazie al quale il 98% dei dazi sulle merci italiane esportate in Canada è stato azzerato, che ci consente per la prima volta di veder riconosciuti e tutelati i prodotti Igp in un Paese anglosassone extraeuropeo, che permette per la prima volta alle imprese italiane di partecipare agli appalti pubblici in Canada e che apre il mercato canadese alle nostre imprese anche dal punto dei vista dei servizi” dichiara Scalfarotto che definisce Di Maio il ministro del Suicidio economico” dal momento che i dati della Commissione Ue dimostrano che le esportazioni italiane verso il Canada sono aumentate dell’8%.

Come sempre è il ministro Tria a dover mettere una toppa ai danni del vicepremier. Il responsabile dell’Economia infatti, a chi gli chiedeva lumi sull’ipotesi di cancellare un accordo vantaggioso per l’Italia, ha risposto: “La mia opinione è che il libero commercio, che si estende anche agli accordi commerciali è una buona cosa, poi bisogna vedere come si fanno”.

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