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Di Maio cede sulla leadership, non su Berlusconi

“Se il problema è Luigi Di Maio premier, le persone devono sapere che quell’impuntatura non c’è. Se è per il bene delle persone, io faccio un passo indietro”. Così il capo politico del M5s alla trasmissione In Mezz’ora apre alla possibilità per la formazione di un governo.

Un passo indietro di cui fino a questo momento non era mai stato all’ordine del giorno, dunque un’apertura importante. All’apertura sulla premiership, però, fa da contraltare la chiusura su Berlusconi: “Io faccio un passo indietro, Salvini fa un passo indietro, ma c’è un’altra persona che deve farlo. Io non so se Berlusconi è disposto a fare un passo indietro. Ma se dovesse arrivare un’altra chiusura, per il M5s non è un problema: noi manteniamo i nostri elettori”. Adesso secondo Di Maio la “palla passa al centrodestra”.

Governo M5s-Lega o voto

Di Maio insiste dunque su un governo giallo-verde, con Salvini unico alleato di governo. Chiude totalmente alle altre possibilità, sia un governo del presidente sia un governo M5s-centrodestra: “Ho sempre detto che nel Presidente Mattarella ci riconosciamo come figura di garanzia. Oggi quello che io dico è: le forze politiche devono avere l’onere di risolvere questa questione. Per il governo del presidente oggi non ci sono numeri, perché se noi non ci siamo e non c’è la Lega di Salvini, mancano i numeri”.

E alla domanda della possibilità di inserire ministri di Forza Italia, il leader del M5s risponde: “Questo ovviamente è uno scenario su cui non ho ricevuto proposte, ma sia chiaro: quello che voglio fare è un governo politico con la Lega su determinati punti”. Una risposta che non chiude a personalità di Fi, dunque l’unico problema è la figura di Silvio Berlusconi, se l’ex premier non compare si può chiudere.

Di Maio lo dice chiaramente: “Se non c’è la possibilità di un governo politico, allora per noi si dovrà tornare al voto. Abbiamo fatto uno studio. Si può votare a fine giugno o inizio luglio. Lo dico non perché non sia la mia speranza ma perché è l’unica alternativa per i cittadini”.

Attacco al Pd

Non può mancare un attacco al Partito democratico, che pochi giorni fa ha detto di no all’ipotesi di un’alleanza di governo: “Se il presidente Roberto Fico riceve un incarico esplorativo dal presidente della Repubblica e il Pd di fronte a quell’incaricato dice che c’è una disponibilità al dialogo e in quella delegazione ci sono i due capigruppo renziani… Ha meravigliato un po’ tutti l’intervista di Renzi da Fazio che ha fatto saltare il tavolo. Non credo che il Pd e il reggente Martina aprissero ai Cinque Stelle senza aver consultato il partito internamente. Ora sento il Pd dire ‘ci siamo a un governo istituzionale’. Dunque l’unica preoccupazione era impedire al M5S di governare al costo di andare al governo con il centrodestra, questo lo dovranno spiegare ai loro elettori”.

D’accordo con Mattarella

Infine il leader del M5s si dice d’accordo con il Presidente Mattarella che ha richiamato i partiti alle proprie responsabilità: “Ho incontrato Mattarella come primo atto dopo la mia nomina. Noi nel presidente ci riconosciamo come figura di garanzia e se oggi è stato messo nelle condizioni Di dover ricorrere a un governo del presidente è perché le forze politiche non si sono messe d’accordo”. Dunque Di Maio si chiama fuori escludendo il M5s dai partiti che non si sono messi d’accordo, fingendo che non ci sia il Movimento stesso al centro delle trattative, e degli accordi, che da due mesi si intrecciano.

 

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