Di Maio nel pallone

Focus

Le innumerevoli capriole del leader grillino che ora cerca di riavviare il dialogo con Mattarella dopo averlo attaccato fino a un momento prima

Gli elettori cinquestelle devono essere almeno confusi se non storditi dalla quantità di posizioni prese in poche ore dal loro leader nei confronti del presidente della Repubblica. Un atteggiamento che definire schizofrenico è poco.

Nel giro di pochi giorni Di Maio è passato da una posizione istituzionale (“i ministri li decide Mattarella”) a quella di guerra aperta contro il Capo dello Stato con tanto di manifestazioni in piazza e minaccia di impeachment per il veto – legittimo e comunicato fin dal principio – su Paolo Savona.

Questo fino a ieri pomeriggio. Poi l’ennesimo cambio di posizione. E dietro di lui il resto del Movimento. Chissà che non sia stato Grillo a invitare Di Maio a darsi una calmata? In serata, infatti, i toni sono cambiati di nuovo, per l’ennesima volta.

Cambiano i toni della contromanifestazione grillina del 2 giugno che improvvisamente non è più contro Mattarella ma “a favore del diritto di votare e scegliere”. Cambiano i toni nei confronti del Capo dello Stato che non deve più essere messo in stato di accusa. Cambia l’atteggiamento verso i mercati che improvvisamente vanno rassicurati e non sfidati.

Di Maio toglie i panni del capo del partito di lotta per rimettere quelli più istituzionali del capo del partito di governo. L’unico modo per cercare di rimediare agli errori commessi con il Colle, con quella crisi istituzionale scoppiata domenica sera dopo le dichiarazioni di Mattarella.

Ma cosa possiamo aspettarci ancora da lui? Tante capriole non solo confondono gli elettori, ma creano anche perplessità a un Paese intero che al momento, invece, avrebbe bisogno di qualche certezza.

Vedi anche

Altri articoli