Caro Di Maio, giù le mani dal tricolore

Focus

L’ennesima, gravissima strumentalizzazione del leader grillino

“È l’ora della mobilitazione. Ho bisogno del vostro aiuto!”.

Questo il titolo di un video postato su Facebook ieri sera alle 18.00 da Luigi Di Maio in cui, lamentandosi della decisione presa dal Presidente della Repubblica sulla proposta di nomina di Paolo Savona a ministro all’Economia invita i cittadini a mobilitarsi contro Mattarella per una grande manifestazione il 2 giugno chiedendo di appendere il tricolore alle finestre.

Caro Luigi Di Maio, tralasciando il fatto che intendi snaturare un giorno come il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, trasformandolo in una iniziativa a scopo elettorale, vorrei ricordarti che il Tricolore è il vessillo nazionale della Repubblica italiana, è l’espressione e il simbolo della nostra democrazia, di un Paese di cui sono orgogliosa di essere cittadina.

Del tricolore tratta l’articolo 12 della Costituzione della Repubblica italiana, quella che tu fingi di conoscere e rispettare, la legge ne regolamenta persino l’utilizzo e l’esposizione, tutelandone la difesa e prevedendo il reato di vilipendio della stessa prescrivendone l’insegnamento nelle scuole insieme agli altri simboli patri italiani.

Non puoi e non hai il diritto di appropriarti di un simbolo di appartenenza, di amore per la Patria e per le sue regole democratiche trasformandolo in un gesto provocatorio contro il nostro Presidente della Repubblica.

Io rivendico il diritto e l’orgoglio di mettere il tricolore dove voglio e quando voglio con il rispetto che gli è dovuto senza che nessuno ne faccia un uso di parte o si permetta di dare a questo gesto un altro significato. E questo soprattutto il giorno del 2 giugno quando con la Festa della Repubblica italiana celebriamo la nascita della nostra Repubblica.

Quello che hai proposto è gravissimo e ritengo sia una strumentalizzazione contro cui come Partito democratico e come giovani dovremmo batterci fino alla fine.

Da ormai 86 giorni i pilastri della democrazia tremano sotto il peso dell’ignoranza di due leader che tutto hanno a cuore tranne che il futuro dell’Italia. È il momento di far sentire la nostra voce democratica e di mostrarci come l’unica alternativa credibile per questo Paese.

Ora più che mai, c’è bisogno di noi.

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