Vertenze, il ministro che non c’è

Focus

Le crisi industriali non esplodono all’improvviso. Fare la voce grossa ai tavoli di crisi, se sei un Ministro, viene facile ma non è detto che serva

Sfatiamo un mito. Le crisi industriali non esplodono all’improvviso. Se le vertenze vengono seguite passo passo gli orientamenti delle aziende si capiscono per tempo e si possono anche modificare. Ne sfatiamo un altro: fare la voce grossa ai tavoli di crisi, se sei un Ministro, viene facile ma non è detto che serva.

Per risolvere le vertenze, e dare soluzioni alla disperazione delle persone, la guapperia non serve. Serve stare inchiodati ai tavoli, giorno e notte se necessario, finché non si trova la quadra. A maggior ragione se quella stessa multinazionale, in questo caso Whirlpool, player mondiale del bianco, ha sottoscritto un primo accordo tre anni prima presso la Presidenza del Consiglio (luglio 2015) che puntava nettamente a potenziare e rilanciare tutti i siti industriali (e dunque anche Napoli, Carinaro, Teverola) verso innovazione e alta gamma con un rinnovato posizionamento leader nel mercato Emea, reinternalizzando le produzioni che Indesit acquistava in Cina; se negli incontri di monitoraggio sull’attuazione, finché sono stati convocati, quell’accordo non è stato smentito ma anzi è stata evidenziata la bontà dell’investimento e questo fino al giugno 2018, data dell’ultimo incontro con l’azienda cui sono stata presente. E se poi successivamente la stessa azienda ha sottoscritto e illustrato un nuovo Piano Industriale, ugualmente ambizioso, dove gli investimenti non sono messi in dubbio anzi rilanciati.

Per Luigi Di Maio è stato facile, il 25 ottobre scorso sottoscrivendo al Ministero dello Sviluppo Economico il nuovo Piano Industriale Whirlpool 2019 – 2021 insieme all’ad Davide Castiglioni e ai sindacati nazionali e territoriali, annunciare in gran fanfara: “in Italia si volta pagina, siamo riusciti ad ottenere zero esuberi e un ritorno delle produzioni dalla Polonia all’Italia. Rilocalizziamo, che bella parola!”. Istituzionalmente sarebbe stato più corretto riconoscere la continuità con l’enorme lavoro svolto dal precedente Governo ma come si sa la correttezza e l’onestà mentali non sono il suo forte. C’è però una cosa che non doveva assolutamente tralasciare: vigilare accuratamente sull’attuazione e monitorarne le fasi (quelle iniziali sono sempre le più delicate) come si era impegnato a fare e non ha fatto. Sul bon ton si può glissare, sulla qualità della funzione no.

Perché se sottoscrivi e poi passi ad altro girando per studi televisivi senza seguire le vicende, si rischia di venire informati su fb del fallimento di Mercatone Uno o dai giornali delle decisioni unilaterali di Whirlpool o della cassa integrazione Ilva.

Anche sotto questo profilo bastava copiare perché io stessa, negli accordi del 2015, avevo preteso confronti di monitoraggio ogni sei mesi al Ministero e ogni tre con le istituzioni locali. Svolgemmo la prima verifica il 23 marzo del 2016 per registrare che a fronte degli 8milioni di investimenti previsti sullo stabilimento di Carinaro ne erano già stati investiti 14. Sul sito del Mise ci sono i verbali come quello del Tavolo di monitoraggio del 2017 ma non c’è traccia dei successivi con Di Maio Ministro.
Per cui oggi il dato devastante è che, causa totale assenza di governo e controllo, Napoli rischia di perdere 450 posti di lavoro in un settore dove noi abbiamo investito come paese portando le multinazionali a modificare i loro progetti e programmare investimenti.

Di Maio deve fare solo una cosa, se ha veramente a cuore il futuro del Mezzogiorno, dei lavoratori, di quella parte di Paese. Utilizzare questi sette giorni per costruire le soluzioni. Non minacciare la revoca dei finanziamenti, che io ritengo automatica ma portare l’azienda a ritornare sui suoi passi.

Se Di Maio e il Ministero si siedono con organizzazioni sindacali e azienda per capire le criticità, e convincere Whirlpool a rivedere le intenzioni, la crisi avrà una soluzione. Interlocutoria sicuramente, positiva probabilmente.

Se non sta già accadendo, 7 o 70 giorni non cambia niente. Bisogna far ragionare l’azienda, ci sono tutti i presupposti per farlo. Vincolarla alla responsabilità sociale: è già accaduto, si può fare. Ricordo che su quel tavolo l’internalizzazione di Indesit non era per nulla scontata. Il risultato fu l’accordo siglato nel luglio 2015.

Nello stabilimento di Napoli la produzione è di qualità, le persone hanno livelli di produttività molto elevati, si deve insistere perché si proceda con le innovazioni e si mantengano i livelli produttivi. Di Maio deve spiegare, in Aula o in Commissione: perché si è disinteressato della vicenda, perché non ha monitorato l’attuazione del nuovo Piano Industriale, come mai Whirlpool ha deciso di procedere con la riconversione del sito di Napoli e la cessione del ramo d’azienda a una società terza quando nell’accordo sottoscritto al Mise è scritto che “quel sito conferma la sua missione produttiva di lavatrici a carica frontale di alta gamma”, per un totale di investimenti previsti tra il 2019 e il 2021 pari a circa 17milioni di euro tra prodotto, processo, ricerca, sviluppo. Deve dettagliare le strategie che intende adottare per risolvere i problemi. Dire se è autonomo nelle sue scelte dall’azienda o è informato – e glissa – su quali sono le situazioni reali su cui produce intese. La sua funzione non è fare tappezzeria ma risolvere i problemi degli uomini e delle donne di questo Paese, a partire da quelli che hanno maggiore difficoltà.

Quel sito va difeso ad ogni costo e va pretesa l’attuazione del Piano Industriale anche mettendo sul tavolo tutti gli strumenti esigibili a supporto. Noi facevamo così.

Non si possono perdere posti di lavoro in un settore che sui mercati registra segnali positivi. Alimentare lo scontro serve alle telecamere. Ai lavoratori, a Napoli e al Mezzogiorno serve ragionare e portare Whirlpool a rispettare gli accordi assunti. Serve un Ministro.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli