Arriva Mifid 2, più trasparenza su costi e rischi per i risparmiatori Ue

Focus

La nuova normativa impone informazioni più chiare sui costi e i rischi che il risparmiatore potrebbe affrontare

Domani, 3 gennaio, entra in vigore Mifid 2, la direttiva che intende introdurre maggiore trasparenza sugli strumenti finanziari, prevedendo requisiti stringenti per gli operatori e nuove regole di comunicazione a tutela degli investitori. Ed è proprio sul versante della protezione per chi investe che la normativa introduce le novità più interessanti. Ecco le principali:

I costi dell’investimento

La direttiva impone una corretta informazione principalmente sui costi di entrata e di uscita da un investimento, che non possono superare il tetto massimo del 5% del valore totale investito. Questo obbligo alla trasparenza da parte dell’intermediatore finanziario si estende anche ai pacchetti che prevedono più investimenti.

I costi di performance

Una novità importante riguarda le cosiddette commissioni di performance, cioè l’importo che l’intermediario trattiene sull’investimento proposto. Anche qui la normativa impone maggiore chiarezza, affinché non avvengano più casi limite in cui l’intermediario si assicurava addirittura un guadagno maggiore del risparmiatore.

Controllo e vigilanza

Accanto alla trasparenza, il legislatore europeo ha dedicato particolare attenzione al capitolo riguardante il controllo. Vengono aumentati i poteri di vigilanza delle autorità europee e nazionali, che avranno la possibilità di proibire o restringere la negoziazione e il collocamento di alcuni strumenti finanziari considerati pericolosi per la salvaguardia degli investitori.

Il Key information document

La direttiva Mifid 2 fa parte di un pacchetto di misure che l’Ue ha messo in campo per ristabilire la fiducia dei risparmiatori nei mercati finanziari. Tra queste spicca anche il Regolamento (UE) n. 1286/2014 (detto anche“Regolamento PRIIPs” da  packaged retail investment and insurance-based investment products, prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati). Il Regolamento, anch’esso entrato in vigore con il nuovo anno, introduce il  Kid, acronimo di Key information document. Si tratta di un documento di poche pagine che mette insieme tutte le informazioni necessarie per rendere consapevole anche l’investitore meno accorto. Il Kid dovrà contenere diverse ipotesi di investimento con i relativi indici di rischio, indicati anche attraverso una scala numerica, e le relative prospettive di rendimento. Le ipotesi inserite dovranno immaginare i principali scenari possibili, spaziando dal più grave al più auspicabile.

Il testo della direttiva

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