Diritti delle donne, Berlusconi straparla e la Boschi risponde con i numeri

Donne

“La realtà non può essere stravolta da nessuno, nemmeno da Silvio Berlusconi”

C’è chi ne fa delle icone e dei miti e chi le usa in maniera strumentale. E così se oltreoceano le ‘donne silenziose’, quelle cioè che hanno rotto il silenzio e denunciato le molestie sessuali sono state elette “Person of the Year dal Time, in Italia il dibattito è scaduto in uno scambio di accuse elettoral-propagandistico che non hanno davvero niente a che fare con i diritti e il rispetto.

Ad aprire le danze è il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che, ospite a Mattino 5, attacca: la sinistra al governo “ha marciato nella direzione opposta” rispetto a quanto fatto “dal mio governo quando era ministra per le Pari opportunità Mara Carfagna” e “sono arrivati a dire che il reato per stalking poteva essere estinto pagando. Per noi la tutela delle donne è sempre stato prioritario, la sinistra l’ha tirato fuori come qualcosa da sventolare a tre mesi dalle elezioni”. “La sinistra – continua l’ex Cav – non ha fatto nemmeno il ministro delle pari opportunità” per tutelare le donne, “dopo un po’ di tempo hanno dato la delega alla Boschi che non ha fatto assolutamente nulla”.

Maria Elena Boschi, chiamata in causa, decide di difendersi direttamente: “Sarebbe facile rispondere in modo polemico ma l’argomento è troppo importante per scadere nello scontro – scrive su Facebook – Penso che i numeri siano la migliore risposta”.  E così snocciola un lungo elenco di cose fatte in tema di diritti, per mettere nero su bianco cosa c’era prima e cosa c’è ora.

Poi conclude: “Mi piacerebbe che la lotta contro la violenza sulle donne, la difesa dei loro diritti fosse una battaglia condivisa da tutti, non un tema da campagna elettorale. Vorrei che le pari opportunità e la valorizzazione del ruolo delle donne nella nostra società, la salvaguardia della loro dignità fosse centrale nell’agenda politica di tutti i partiti e non uno slogan da talk show. Siamo quelli che hanno rimesso la norma contro le dimissioni in bianco mentre il governo di destra l’aveva cancellata. Siamo quelli che hanno lavorato sulla conciliazione vita lavoro per la maternità con i decreti Madia e il Jobs Act. Siamo quelli del primo governo con parità di genere della storia repubblicana. Se però Forza Italia pensa di fare della della lotta alla violenza di genere e delle misure a favore delle donne argomento di scontro politico, sappia che noi ci siamo e risponderemo punto punto. Perché la realtà non può essere stravolta da nessuno, nemmeno da Silvio Berlusconi”.

Il Pd fa quadrato intorno alla Boschi, che infatti ottiene la solidarietà di tante colleghe che per i diritti di tutte si sono spese in prima linea.

“Berlusconi probabilmente non ha più memoria, o fa finta di non ricordare, che come primo atto il suo governo nel 2008 eliminò la norma contro le dimissioni in bianco”, dice la deputata dem Titti Di Salvo. “Berlusconi faccia campagna elettorale su altri temi, non sulla violenza contro le donne che è un tema che ha sempre ignorato”, rincara la senatrice Puglisi; mentre senatrice del Pd Maria Spilabotte rincara “Il Berlusconi in variante neofemminista è assolutamente non credibile: tutti ricordano ancora i gravi scandali sessuali in cui fu coinvolto, nonché le accuse di aver impiegato prostituite, anche minorenni, nelle sue feste private. Il Pd non può, e non vuole, accettare lezioni dall’uomo del bunga bunga”.

 

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