Candreva ci dice che sta cambiando qualcosa

Focus

Il giocatore paga la retta per la bambina discriminata di Minerbe: un esempio, non il solo

L’Italia è (anche) Antonio Candreva. Per fortuna. Basta con gli stereotipi come “gli italiani sono tutti razzisti”, “gli italiani se ne fregano”.  Basta anche con le generalizzazioni, anche quelle di giornali e tv – “il quartiere dice no agli immigrati”: il quartiere o una sua parte, magari ultraminoritaria? Basta.

Il gesto di Candreva smentisce gli stereotipi. Lo conoscete tutti: il calciatore ha espresso la propria disponibilità a pagare la retta per la mensa scolastica di una bimba a Minerbe, in provincia di Verona. I genitori della piccola, di origine marocchina, non erano in grado di saldare il pagamento, così il Comune locale, guidato dal sindaco Andrea Girardi, leghista, ha disposto che non le venisse servito il medesimo pasto preparato per i compagni. Per la bimba, crackers e tonno e stop. Candreva con una telefonata al sindaco leghista ha fatto più di mille convegni. Ha dimostrato non solo di essere una bella persona ma di saper dare uno schiaffo morale a un atteggiamento burocraticamente disumano di certi amministratori.

Se un giocatore di calcio si muove in questo modo, se le testimonianze laiche e cristiane di solidarietà vanno moltiplicandosi, se semplici gesti di solidarietà e sussulti di dignità vengono qua e là espressi, beh, forse si può sperare che questo Paese non sprofondi nelle tenebre dell’ottusità e della cattiveria. L’Italia – dicevamo – è (anche) Candreva. Vorremmo sperare presto di scrivere: l’Italia è (soprattutto) Candreva.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli