Tutta la verità sulla disoccupazione

Focus

Quali sono le cause dell’aumento di coloro che hanno smesso di cercare lavoro? Perché gli inattivi aumentano soprattutto nel Sud?

I dati diffusi oggi dall’Istat parlano di un trimestre, il secondo del 2018 (aprile, maggio, giugno), in cui la disoccupazione scende al 10,7%. Anche se ancora in doppia cifra, si tratta di un livello positivo, più basso rispetto al trimestre precedente. Che però arriva temporalmente fino a giugno.

Ci sono però due aspetti da considerare per un’analisi più accurata sull’andamento del mercato del lavoro. Soprattutto se si volessero provare a considerare gli effetti delle misure (pochissime) prese finora dal governo.

Il primo punto è che il dato di oggi – senz’altro positivo – riguarda, come si diceva, i mesi antecedenti al decreto Di Maio (entrato in vigore da luglio). Dall’unico decreto messo in campo dal governo non è arrivato praticamente alcun effetto positivo. Almeno per ora. Anzi, a ben vedere i dati provvisori di luglio, gli unici disponibili dopo l’attuazione del decreto, si nota piuttosto una contrazione dell’occupazione, nonostante la disoccupazione sia scesa anch’essa.

Chiariamo allora quest’aspetto spesso controverso: non è detto che se la disoccupazione scenda (come è avvenuto a luglio) l’occupazione debba necessariamente salire. Per leggere correttamente i dati vanno presi in considerazione anche gli inattivi, ovvero coloro che non stanno cercando lavoro. Questo perché il tasso di disoccupazione è un rapporto fra le persone che cercano un impiego e il totale della forza lavoro (che comprende anche gli inattivi, appunto).

Si scopre così che al calo della disoccupazione avvenuto a luglio (mese nel quale è entrato in vigore il decreto Di Maio) corrisponda l’aumento degli inattivi e non il miglioramento dell’occupazione, che invece sale.

Il secondo aspetto, in apparenza meno evidente, si può invece sintetizzare con una domanda sociologica: quali sono le cause dell’aumento di coloro che hanno smesso di cercare lavoro? Perché gli inattivi aumentano soprattutto nel Sud? Al di là dei tanti ragionamenti che si possono fare, le risposte più concrete sono due: o quei ragazzi sono in attesa del tanto bramato reddito di cittadinanza (peraltro rilevatosi drasticamente ridotto rispetto alle promesse iniziali) che si trasformerebbe così in puro assistenzialismo; o stanno perdendo completamente le aspettative, eventualità ancora più drastica per un governo che vorrebbe rilanciare le speranze di un Paese.

Ma questa seconda ipotesi – la perdita di fiducia – non fa altro che evidenziare la rappresentazione di un clima di sempre maggiore incertezza, sia politica sia economica (investimenti in calo, mercati in subbuglio, calo dei consumi). Tutti elementi che chiaramente influiscono sulle scelte dei cittadini e, soprattutto, modificano in negativo le loro aspettative. Scoraggiando la ricerca di un impiego.

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