Dissesto idrogeologico, è indietro tutta

Focus

Il governo ha deciso, sotto traccia, di chiudere la struttura di missione “Italia Sicura”, nata per contrastare il fenomeno nel nostro Paese

Tra una sparata contro i migranti e un bagno in piscina del ministro dell’Interno, un decreto spot che favorisce il lavoro nero e un clamoroso passo indietro sui vaccini, il governo ha deciso, sotto traccia, di chiudere la struttura di missione “Italia Sicura”, nata per contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico nel nostro Paese. Una scelta politica nefasta, se si pensa alla delicatezza delle competenze in materia di messa in sicurezza e tutela del nostro territorio.

Basti pensare che grazie al governo Renzi, Italia Sicura ha investito 9 miliardi di euro e aperto 1334 cantieri. E, soprattutto, la sua istituzione ha consentito una velocizzazione degli interventi e una certezza istituzionale per tutte le amministrazioni, tagliando i tempi biblici legati alle lungaggini burocratiche.

Un approccio del tutto innovativo, che ha dato i suoi frutti grazie alla piena sintonia e collaborazione dei territori, che erano responsabilizzati e in grado di adottare le specifiche valutazioni di carattere idrogeologico, idraulico fluviale e geologico. La soppressione della struttura di missione rischia così di penalizzare in primis proprio i territori, e in particolare quelli più fragili.

Un esempio tra i tanti è quello della città di Genova, da sempre molto esposta al rischio del dissesto idrogeologico, dove risultavano essere stati stanziati 379 milioni di euro dal governo Renzi, che, d’intesa con la Regione, erano finalizzati alla realizzazione di opere fondamentali per la messa in sicurezza del Bisagno ed altri fiumi e torrenti del territorio cittadino.
Davanti a tutto questo, il governo non ha ancora fornito spiegazioni chiare sui motivi che hanno spinto a questa decisione.

E allora glielo chiediamo noi, ad alta voce. E chiediamo anche di sapere quale sarà il futuro delle opere già cantierizzate, così come di quelle per cui erano già state assegnate le risorse. Il territorio italiano è malato e va curato, come si era cominciato a fare. Chiudendo Italia Sicura – e noi ci batteremo fino all’ultimo perché non accada – il governo si assume una responsabilità enorme di cui sarà chiamato a rispondere davanti ai cittadini.

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