Dl sicurezza, sarà fiducia. È il primo vero segno di nervosismo

Focus

Pur di accontentare la Lega, M5S prova a silenziare il dissenso interno. I dem: “Di Maio si fa asfaltare da Salvini e minaccia l’espulsione dei dissidenti”

Manca ancora l’ufficialità, che dovrebbe arrivare domani in mattinata, ma ormai la notizia è certa: come era nell’aria, il governo porrà la fiducia sul decreto sicurezza. La maggioranza dunque paga dazio alle fibrillazioni interne, e pur di non correre rischi con il voto segreto, compie il primo gesto che, di fatto, mette in scena il nervosismo che gira da quelle parti.

Dopo l’ufficializzazione della richiesta di fiducia, il voto per il via libera a una delle misure manifesto della Lega in salsa salviniana dovrebbe arrivare domani in giornata. Le opposizioni sono però già scese sul piede di guerra, con il capogruppo del Pd Andrea Marcucci che ha dichiarato: “La crisi tra M5S e Lega è ufficialmente aperta. Il governo mette la fiducia perché ha paura dei nostri voti segreti”, aggiungendo poi, mettendo il dito nella piaga delle contestazioni tra i pentastellati: “Di Maio si fa asfaltare da Salvini e minaccia l’espulsione dei dissidenti”.

Dunque con la mossa della fiducia il Movimento Cinque stelle, pur di accontentare l’alleato, conta di silenziare il dissenso interno, capeggiato al Senato da quel comandante De Falco portato in campagna elettorale come un fiore all’occhiello. E se proprio i mal di pancia non dovessero passare, è la linea dei grillini, quella è la porta.

Quanto al merito, il senatore dem Franco Mirabelli, intervenendo in Aula ha denunciato quello che appare come “un manifesto politico, non una legge, che indica un nemico: l’immigrazione”.

“Non ci sono norme che garantiscano più sicurezza ai cittadini – ha spiegato -, non ci sono soldi per la videosorveglianza, per le forze dell’ordine, non ci sono strumenti per rendere più rapidi i respingimenti”.

Insomma il ragionamento dei dem è che il dl sicurezza, soprattutto sul versante dell’immigrazione, porterà al contrario più insicurezza, perché restringendo l’accesso alla protezione per motivi umanitari e smantellano il sistema degli Sprar “aumenterà disordine e clandestinità”, mentre “la mafia passa in secondo piano”.

Vedremo se, come già accaduto con il condono fiscale, la crisi della maggioranza si risolverà con una pantomima tra i due vicepremier. Nel frattempo, a fare le spese di quella che è ormai una campagna elettorale permanente resta, come sempre, il Paese.

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