Oggi la Direzione. Zingaretti: “Serve unità, il nemico è fuori”

Focus

All’ordine del giorno: analisi della situazione politica e percorso della Costituente delle idee

La Direzione nazionale del Partito democratico di oggi avrà due punti all’ordine del giorno: l’analisi della situazione politica, alla luce degli scricchiolii sempre più grandi che si intravedono all’interno della maggioranza gialloverde; e la definizione del percorso della Costituente delle idee, ovvero quell’insieme di proposte politiche – da definire entro il prossimo autunno – che confluiranno in una solida alternativa di governo da offrire agli italiani.

Ma è chiaro che il dibattito sarà animato anche da attriti interni, soprattutto alla luce delle ultime vicende in casa dem (si veda ad esempio lo scontro su una eventuale convergenza con il M5s, piuttosto che le diverse posizioni di qualche giorno fa sulla mozione di sfiducia a Salvini). La relazione del segretario si baserà quindi su un’impostazione molto inclusiva, con lo scopo di tenere unito il partito.

Zingaretti chiederà ai suoi unità, sottolineando ancora una volta come il vero nemico sia altrove. Perché, come ha sottolineato ieri in mattinata in un’intervista ad Agorà, “se il Pd si divide si fa un danno alla democrazia”. “Quando vado in giro tutti mi chiedono unità e faccio di tutto per garantirla”. E probabilmente nella sua relazione assorbirà anche l’ordine del giorno di Carlo Calenda, che ieri su Twitter ha parlato di “un asilo di rancorosi che si fanno i dispetti mentre l’Italia è allo sbando”, chiedendo a tutti di porre fine ai “litigi” interni.

E per chiarire gli scenari futuri relativi alle prossime mosse Dem, Zingaretti ribadirà – come ha fatto sempre ad Agorà – che in caso di crisi di governo “il Partito democratico non sarà disponibile ad una maggioranza alternativa in Parlamento”, chiudendo definitivamente la porta a un eventuale convergenza con Di Maio. Perché l’obiettivo dei dem, come ha detto in mattinata su Radio 24 anche il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, è quello di ridare velocemente la parola agli italiani. “Vogliamo tornare a votare per un motivo semplicissimo – ha detto l’ex ministro delle Infrastrutture – dato che l’unica cosa certa è che in questo anno il Paese non è stato governato”.

Zingaretti chiuderà anche le polemiche sulla mozione di sfiducia a Matteo Salvini (quella che alcuni avrebbero voluto presentare nei giorni scorsi), ricordando come l’aver rimandato la scelta – dopo il discorso di Conte – sia stata una mossa politica condivisa con tutti i vertici del Partito.

Ci sarà infine ampio spazio all’altro ordine del giorno, quello sulla Costituente delle idee. Perché tutto quello che sta accadendo si colloca in una fase in cui il governo ha praticamente fallito, sottolineano dal Nazareno, e nonostante non si sia stata aperta una crisi vera e propria, bisogna essere pronti ad offrire un’alternativa al Paese.

Per Zingaretti non si tratta solo di scardinare la maggioranza gialloverde, ma di costruire un percorso di raccolta di idee insieme ai militanti e ai rappresentanti del territorio: costruire un’alternativa basata su una proposta politica forte. Il percorso della Costituente delle idee, ricorderà il segretario, è iniziato da qualche giorno (sulla piattaforma web sono arrivate già 2000 proposte da parte dei cittadini) e terminerà il 10 novembre a Bologna, dopo le circa 450 feste dell’Unità, luoghi di dibattito ideali per definire l’agenda di alternativa al governo.

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