Renzi: “I domiciliari ai miei genitori? Un capolavoro mediatico. Ma io non mollo”

Focus

Dopo la decisione del gip nei confronti dei genitori dell’ex Premier, la reazione della politica

“Ieri ho ricevuto la notizia più assurda che potessi ricevere, una notizia che gela il sangue: i miei genitori ai domiciliari”. Così Matteo Renzi nell’enews svela come ha ricevuto la notizia della misura cautelare nei confronti dei suoi genitori: mentre firmava autografi per il suo nuovo libro a Nichelino. “Da figlio -scrive- ho il cuore gonfio di amarezza. Mi basta che lo sappiano i miei figli e i loro cugini. E vedere la loro chat whatsapp di queste ore mi commuove e mi fa pensare che i dieci nipoti conoscono bene i loro nonni. E sanno che persone sono”.

“A questo punto c’è solo una cosa da fare”, continua Renzi, “mantenere la calma. Sapere che il tempo farà giustizia di tutte le bugie. Avere lucidità e pazienza”. “Da uomo delle istituzioni dico: mi fido della giustizia. Questo è un grande Paese e io credo nell’Italia, sempre. Non riusciranno a farmi parlar male dell’Italia, non riusciranno a farmi parlar male dei giudici – aggiunge -. Chi vuole il mio fallo di reazione, non lo avrà. Ne’ oggi, ne’ mai”.

Una vicenda grottesca e inquietante per la sproporzione del provvedimento preso. Per questo la solidarietà è arrivata bipartisan: non solo tutti i dirigenti Pd si sono stretti attorno all’ex Premier ma anche tanti avversari politici e osservatori. A partire da Matteo Salvini che, per una volta, ha abbandonato il suo cinismo e ha detto: “Per me non è una bella giornata”. Anche Silvio Berlusconi era intervenuto fin da subito sulla questione dicendo “questa cosa dolorosa non sarebbe accaduta se anche la sinistra avesse accettato di realizzare la nostra riforma della giustizia, con separazione dei giudici dai pm, che devono avere una carriera diversa; mentre per Giorgia Meloni (FdI) bisogna “aspettare che la magistratura faccia il suo corso, noi abbiamo denunciato più volte che c’era qualcosa che non tornava, già quando Renzi era potente”. Nessun attacco neanche dal Movimento 5 Stelle: secondo i retroscena giornalistici sarebbe arrivato l’input di non commentare l’accaduto. Fra i pochi a rompere il silenzio c’è Carlo Sibilia che su Facebook scrive: “Chi pensa che il M5S faccia festa per gli arresti dei genitori di un ex presidente del Consiglio si sbaglia di grosso. È sempre triste dover commentare presunte illegalità”.

Ciò che colpisce è ‘la tempestività’ della misura cautelare. E’ lo stesso Renzi a metterla in luce in un post scriptum alla sua enews:  “Inutile dire che la vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica. Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello”.

“Anche se in tanti cercano parole di consolazione, io conosco la verità che nessuno vuole dire: se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo. Lo sanno anche i sassi. Se loro sono in questa situazione umiliante è colpa del mio impegno politico di questi anni. Tutti noi siamo figli. E sappiamo che è doloroso far soffrire la tua mamma, il tuo babbo. Ti capita di farli soffrire quando la pagella non è quella che pensavano, quando torni troppo tardi dalla discoteca, quando salti scuola, quando fai una stupidata adolescenziale. È capitato a tutti noi, è capitato a me. Non avrei mai pensato, però, di farli soffrire così. Per colpa del mio impegno civile. E mi piacerebbe dire: prendetevela con me. Non con la mia famiglia”. “E tuttavia – dice ancora l’ex leader del Pd – concepisco la politica non come figlia di un’ambizione personale, ma come un dovere civile. Dunque: non mollo di uno solo centimetro. Anzi. Mi scuso con gli amici di Torino che mi hanno aspettato ieri. Ho dovuto per ovvi motivi interrompere il tour di presentazione. Ripartiremo allora proprio da Torino: appuntamento per venerdì 22 febbraio alle 18. Ho chiesto di prenotare una sala grande il doppio di quella che avevamo fissato ieri. Perché deve essere chiaro anche plasticamente che io non mollo. Che noi non molliamo. Ci vediamo venerdì 22 febbraio alle 18 a Torino e alle 21.30 a Genova. Presentiamo ‘Un’Altra Strada‘”. “Se qualcuno pensa di fermarmi, non mi conosce. Non ci conosce”, conclude Renzi.

 

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli