#Towanda, non facciamo solo critiche ma proposte

Focus

Due richieste: mai più pluricandidature femminili che annientano le altre donne e agevolare la partecipazione larga delle idee prima ancora che delle persone

Per offrire più elementi di riflessione a tutte le donne del Partito, ecco la lettera-appello #TowandaDem con le adesioni raccolte ad ora. Tante donne diverse, non solo ex parlamentari e figure nazionali oggi sacrificate da vecchie logiche di potere, ma tante amministratrici locali e militanti nei circoli PD si trovano unite nell’affermare una riscossa e un’autodeterminazione necessaria. Perché ciò che conta è non disperdere i rapporti intessuti con la società, i numerosi progetti, gli stessi risultati di anni e decenni di lavoro sui territori. Perché il pieno e autonomo contributo delle Donne Democratiche è indispensabile a ridare credibilità e forza al Partito democratico.

Nella sua sinteticità l’appello contiene sì motivate accuse ad una gestione verticistica, ma anche precise richieste, che vorremmo sviluppare insieme. La prima parte dalla stretta attualità di un gruppo parlamentare superato per rappresentanza femminile da Movimento5stelle e Destra.

Cinico o meno – non sono gli aggettivi che contano – il metodo usato nel comporre le liste ha escluso molte candidate e avvantaggiato gli uomini. Di conseguenza, mai più pluricandidature femminili che annientano le altre donne.

La seconda richiesta attiene alla democrazia delle sedi e degli strumenti, attiene alla partecipazione larga delle idee prima ancora che delle persone, al rispetto delle culture che appartengono alla comunità politica del Pd. Il pensiero critico abbia legittimità di espressione, il Partito democratico offra canali trasparenti per condividerlo. Si metta da parte ogni tentazione di usare gli strumenti del Partito per escludere, ci si riappropri della capacità di rappresentare e portare a sintesi la complessità. Le proposte politiche contenute nei programmi elettorali siano discusse nel merito con chi vi ha dedicato tempo e fatica, con chi ha maturato competenza e intessuto alleanze sociali.

Le proposte per una democrazia paritaria che sia leva di sviluppo per il Paese non mancano. Ne costituisce una summa la Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere della Regione Emilia-Romagna, normativa a cui le Donne Democratiche dell’Emilia-Romagna hanno contribuito con l’obiettivo di concorrere alla prevenzione e ad un efficace contrasto della violenza sulle donne. Nel sottoporla alla discussione e alla adeguata riproposizione su scala nazionale, sottolineiamo un punto: noi ci battiamo per chi c’è, per chi non c’è e per chi è contro, perché la nostra battaglia andrà a favore di tutte.

Chi vuole può aderire su towandadonnedem@gmail.com.


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