Da gennaio stop al Quantitative easing. Ma Draghi rassicura

Focus

L’annuncio della Bce: da ottobre già una riduzione degli acquisti

Il programma di acquisto di titoli di Stato da parte della Bce, il cosiddetto Quantitative Easing, terminerà a partire dal prossimo gennaio. Lo ha spiegato una nota l’Eurotower al termine della riunione del consiglio direttivo di oggi. La Banca Centrale Europea ridurrà gli acquisti di titoli fatti attraverso il Qe a 15 miliardi al mese da ottobre a dicembre, per poi portarli a zero da gennaio in poi.

Ci si chiede quali saranno le prossime reazione dei mercati all’annuncio di Francoforte. certo, per l’Italia le conseguenze potrebbero rivelarsi molto presto pesanti, soprattutto per quel che riguarda un eventuale rialzo dei tassi d’interesse.

Però è stato proprio Mario Draghi a tranquillizzare, rassicurando sul fatto che i reinvestimenti dei bond in scadenza acquistati con il Qe “continueranno a lungo”, dando così ancora liquidità al mercato. La Bce è poi “pronta a rivedere i propri strumenti di politica monetaria” se fosse necessario per assicurare il necessario livello di stimolo monetario.

Il suo è stato anche un chiaro monito politico: “Non dovremmo drammatizzare i cambiamenti politici. L’area euro è formata da 19 Paesi, in ognuno dei quali si tengono elezioni. E può essere che ci siano visioni differenti da quelle precedenti. Ma l’importante è che siano discusse all’interno dei trattati, anche se contemplassero cambiamenti. Del resto stiamo discutendo se ampliare l’unione monetaria. E’ importante però che le discussioni siano portate avanti con un linguaggio che non distrugga il progresso raggiunto dai Paesi a prezzo di grandi sacrifici

Draghi ha sottolineato che le decisioni odierne sono state prese all’unanimità, sottolineando dunque che c’è la volontà di mantenere flessibilità nella chiusura degli stimoli. Il Qe, dunque, “non scompare ma resta una strumento che la Bce può usare in caso di necessità”.

A questo proposito si registra che Francoforte ha lasciato i tassi d’interesse invariati: il tasso principale resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. La decisione è in linea con le attese del mercato.

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