La lectio magistralis di Draghi sull’euro e contro le tesi sovraniste

Focus

Il governatore della Bce insignito della laurea honoris causa in Economia dall’Istituto superiore Sant’Anna di Pisa, “orgoglioso di essere italiano”

L’Italia e l’Europa sono state al centro della lectio magistralis che il governatore della Bce, Mario Draghi, ha tenuto oggi alla scuola superiore Sant’Anna di Pisa in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Economia.

Un Draghi che si è detto “orgoglioso di essere italiano” e che ha invitato gli studenti “a buttare il cuore oltre l’ostacolo, perché senza coraggio non si va da nessuna parte”.
Un po’ come è successo quando l’Europa ha deciso di adottare la moneta unica, l’euro, che a gennaio del 2019 compirà 20 anni.

“L’appartenenza alla moneta unica gioca un ruolo fondamentale per i paesi europei – ha detto Draghi -, in virtù del suo ruolo di “stabilizzatore” delle economie, soprattutto nelle fasi recessive”.
“L’Unione monetaria ha avuto successo sotto molteplici aspetti”, ha ricordato Draghi, anche se è vero che “non ha prodotto i risultati attesi in tutti i paesi”, in parte per “scelte di politica interna” e in parte per “un’Unione monetaria incompleta”, per cui, ha detto il governatore, sarebbe auspicabile portarla a compimento, a partire dall’unione bancaria.

Al netto di queste considerazioni, per Draghi “la moneta unica ha permesso a diversi paesi di recuperare sovranità monetaria rispetto allo Sme”, ovvero quando “le decisioni di politica monetaria erano prese dalla Germania”, mentre “oggi sono condivise da tutti i paesi”.

Ed è qui che arriva il monito del banchiere, che ha in pratica smontato le tesi sovraniste: “Non è ovvio che un paese tragga vantaggi in termini di sovranità monetaria dal non essere parte dell’euro”.

Certo, ha premesso Draghi, “ogni paese ha la propria agenda, ma solo con le riforme si creano le condizioni per far crescere salari e occupazione”, oltre a garantire “lo stato sociale”. E queste “sono azioni che non possono non essere compiute che a livello nazionale”, seppure “con il sostegno a livello europeo”.

Un riferimento all’Italia ancora più esplicito è stato poi quello a non adottare misure in deficit per il bilancio pubblico, come del resto, ha detto il governatore, “ha dimostrato la storia dell’Italia”, dove “il finanziamento monetario del debito pubblico non ha portato a reali benefici a lungo termine”.

L’euro, ma in generale è il progetto europeo che, per Draghi, potrebbe poi essere anche un argine ai populisti e ai movimenti estremisti: “Altrove nel mondo – ha concluso Draghi – si sta diffondendo il fascino delle ricette e dei regimi illiberali. Stiamo vedendo piccoli passi indietro nella storia. Ed è per questo che il nostro progetto europeo è ancora più importante oggi. E’ solo continuando a progredire, liberando le energie individuali ma anche promuovendo l’equità sociale, che la salveremo attraverso le nostre democrazie, con unità di intenti”.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli