Due video geniali per dare voce ai lavoratori di McDonald’s

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Li hanno realizzati in Gran Bretagna i volontari di Jeremy Corbyn: sono stati visti da milioni di persone in tutto il mondo

lavoratori mcdonald'sDue video che sono diventati virali tra i lavoratori di McDonald’s e non solo. Li ha realizzati Momentum, il gruppo di giovani volontari del Labour party, il partito di Jeremy Corbyn, in Gran Bretagna che sta portando avanti una campagna a supporto dei dipendenti della catena di panini più famosa al mondo.

Il video con più contatti è quello in cui due lavoratori parlano della loro esperienza nella catena statunitense: visualizzato da più di 2 milioni di persone su Facebook e da più di 5 milioni di persone su Twitter.

Un’esperienza negativa da quello che emerge dalle loro testimonianze; dei racconti nei quali si rispecchiano tanti lavoratori dell’azienda che nei giorni scorsi hanno scioperato per la prima volta nel Regno Unito per portare all’attenzione del Paese le loro precarie condizioni di lavoro e chiedere un trattamento economico e contrattuale migliore.


Dipendenti con bruciature sulle braccia, costretti a lavorare con gli “zero hours contracts” che non garantiscono stipendi e stili di vita dignitosi. Le testimonianze dei due ragazzi hanno fatto il giro del mondo. Emma Rees, coordinatrice nazionale di Momentum, ha dichiarato: “L’incredibile portata del video tra i lavoratori di McDonald’s e le storie che hanno condiviso nei commenti mostra come sono diffuse le inaccettabili condizioni di lavoro a McDonald’s, ma anche come i potenti social media possono essere usati per completare l’organizzazione tradizionale del posto di lavoro”.

Il secondo video invece è uno spot con degli attori che interpretano il ruolo di tre dipendenti della catena di fast food, i nomi sono stati inventati per tutelare i lavoratori di McDonald’s che hanno raccontato degli episodi realmente accaduti. Anche qui, condizioni di lavoro poco dignitose, con scarsa flessibilità e poca sicurezza. Ad ascoltarli un addetto al marketing dell’azienda che vorrebbe raccontare delle storie positive legate a McDonald’s ma che alla fine è costretto a rinunciare all’impresa.

 

Foto Rui Vieira/PA

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