No all’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti… altrimenti le donne inquinano troppo

Focus

La proposta del Pd avrebbe portato una misura di equità sociale. Ma il governo l’ha bocciata senza alcuna spiegazione logica

“Perché Lega e M5S sono contro l’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti? Perché costa troppo? Ma no! Lo hanno fatto per proteggere l’ambiente! Come abbiamo fatto a non pensarci? Vi presento Francesco D’Uva capogruppo M5S alla Camera, che ci illumina sui vantaggi della coppetta mestruale e dei pannolini lavabili, lui che le mestruazioni, verosimilmente, non ce le ha”, commenta Giuditta Pini, deputata Pd che si era fatta portavoce di questo provvedimento importante e utile.

Si ride per non piangere. Ma siamo costretti ad assistere anche a questo tipo di esternazioni da parte della maggioranza di governo. La storia è ormai nota: il Pd aveva proposto un emendamento che chiedeva di  ridurre l’Iva sugli assorbenti, oltre che su altri prodotti igienici femminili, dal 22% attuale al 5%. La Camera ha respinto l’emendamento, con 253 voti contro e 189 a favore.

Sembrava una ‘semplice’ ripicca. Invece il presidente dei deputati M5S, Francesco D’Uva in diretta tv ad Omnibus di La7 ha voluto dare una spiegazione ‘scientifica’ che ha fatto imbestialire, una già imbestialita, comunità femminile. “Non vogliamo andare su quelli usa e getta”, ha detto parlando degli assorbenti femminili, “ci sono anche delle possibilità non inquinanti come la coppetta e il pannolino lavabile. Poi non lamentiamoci dell’effetto serra e dell’inquinamento”.

A questo punto ci aspettiamo presto, anzi prestissimo, una legge che obblighi le donne ad utilizzare questi metodi più ecologici (che per la cronaca sono sempre tassati al 22% – mentre nella proposta di legge venivano detassati -) e si levino dal mercato i tamponi e gli assorbenti usa e getta (chissà se saranno d’accordo le grandi aziende? E le donne?).

La proposta del Pd era forse troppo semplice e logica. E ricalca semplicemente le norme già esistenti in quasi tutta Europa e nel mondo. Per citare solo alcuni partner europei, l’Inghilterra ha diminuito la tampon tax dal 17,5% al 5%, in Francia è stata portata al 5,5%, in Portogallo, in Olanda e Belgio è al 6%, in Spagna al 10%, in Irlanda e in Canada è stata abolita.

Un’altra occasione persa. Un’altra contraddizione che non è stata sanata visto che avrebbe posto fine a quel paradosso per cui un prodotto che risponde a una necessità fisiologica viene considerato come un bene di lusso. Il Pd non si arrende e ha fatto sapere di aver aderito alla campagna OndeRosa ‘Il futuro non è un lusso’. Si legge nelle motivazioni del sostegno: “Si tratta di una battaglia di civiltà e rispetto per le donne che non possono scegliere se affrontare o meno ogni mese la spesa su questi prodotti, necessari per la loro salute e igiene. Per questo sosteniamo la mobilitazione di tante ragazze e ragazzi che con scenderanno in piazza il 31 maggio alle 15 davanti a Montecitorio. Ci auguriamo che il governo non sia ancora una volta sordo a una richiesta giusta e rinnoviamo il nostro impegno a continuare la battaglia parlamentare per sanare una insopportabile ingiustizia”.

 

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