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E’ ancora alta tensione tra governo e magistratura. Ecco il botta e risposta Davigo-Orlando

Ancora alta tensione fra Anm e ministro della Giustizia Andrea Orlando. Il presidente del sindacato delle toghe Piercamillo Davigo accusa il governo di voler violare l’indipendenza della magistratura e intervistato dal Fatto quotidiano dice che non è l’esecutivo a poter decidere chi fa il giudice e chi no.

“Fanno finita di non capire. Noi non abbiamo obiettato sul provvedimento” che nel 2014 portava l’età pensionabile dei magistrati da 70 a 75 anni, “ma sul fatto che in un secondo momento e’ stata introdotta una proroga per i magistrati degli uffici direttivi e poi per altri 18 magistrati. Questo non e’ accettabile, perché dà la possibilità al governo di decidere chi fa il giudice, chi rimane in servizio e chi no. Può darsi anche che i prorogati siano i migliori, ma se passa il principio domani potrebbero essere i peggiori”. “Non ci sono governi amici o nemici. Non possiamo tollerare che vengano violati i principi costituzionali”, afferma ancora Davigo. “Se passa questo principio per cui gli esecutivi scelgono i giudici siamo davanti a un vulnus costituzionale inaudito – aggiunge -. La protesta è stata deliberata all’unanimità dal Consiglio direttivo dell’Anm: l’indipendenza della magistratura non è negoziabile e non è disponibile. E’ una cosa, sia chiaro a chi governa, che l’Anm non accetterà mai”.

Accusa che Orlando respinge, mentre richiama le toghe a non cedere al corporativismo. E al Corriere della Sera sottolinea di non considerarsi un nemico della magistratura, spiega che i giudici li sceglie il Csm e promette che gli organici aumenteranno: “Non mi considero un nemico della magistratura e credo di averne sempre tutelato autonomia e indipendenza. Non credo che sia giusto porre la questione del governo che si sceglierebbe i magistrati, perchè i magistrati e i capi degli uffici li sceglie il Csm”.

Affronta poi il nodo della carenza di personale: “Siamo arrivati a una scopertura media di circa un quarto della pianta organica, 9.000 unita'” con “situazioni patologiche”, soprattutto al Nord. Spiega di aver affrontato il problema “ma scontiamo il fatto che quasi da un quarto di secolo non si faceva niente. Per il triennio 2015-2017 abbiamo previsto 5.120 assunzioni con risorse gia’ stanziate, l’ingresso di 1.150 tirocinanti, di 2.871 stagisti neolaureati e di 1.200 lavoratori delle Regioni”. Per il concorso per 800 posti, e 340mila domande, “ci vorrà uno sforzo immane, faremo in modo di chiudere tra luglio e settembre”. “In tre anni – prosegue – abbiamo immesso 1.100 magistrati e siamo disponibili a confrontarci con l’Anm per trovare strade per farne entrare di più, ad esempio abbassando l’età di accesso” e prevedere meccanismi che adeguino gli organici “sia su basi quantitative che qualitative dei procedimenti”.

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