Ecco la norma che blocca i contratti-capestro di Grillo

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Attesa in queste ore la sentenza sul contratto della Raggi

Che i partiti abbiano necessità urgente di essere regolati, dando attuazione all’articolo 49 della Costituzione, lo dimostra più di ogni altra vicenda quella legata al contratto di uno dei sindaci meno amati d’Italia.

La storia di Virginia Raggi e del contratto capestro firmato quando era un avvocato in cerca di candidatura è nota: la Casaleggio Associati impone alla futura prima cittadina di Roma un accordo che la impegna ad amministrare la città seguendo le linee-guida imposte dal Movimento, pena il pagamento di una penale del valore di 150mila euro. Di fatto: un commissariamento preventivo.

E’ di queste ore l’attesa per il pronunciamento della sentenza del Tribunale Civile di Roma  sulla presunta incostituzionalità del contratto, ricorso presentato lo scorso 23 maggio  in veste di privato cittadino dall’avvocato Venerando Monello, presidente dell’European Lawyers Association, insieme alle senatrici del Pd Monica Cirinnà e Stella Bianchi.

Monello solleva una questione importante: la sindaca non sarebbe eleggibile perché i vincoli che ha sottoscritto sono incompatibili con il sistema democratico e violano alcuni articoli della Carta (67 e 97), oltre all’articolo 3 del Consiglio comunale di Roma e all’articolo 1 della legge che disciplina l’associazionismo segreto. Se Monello vince il ricorso e il tribunale dichiara la nullità del contratto la candidatura della Raggi sarà dichiarata illegittima ma il dato più significativo è un altro ed è tutto politico: come mai il Movimento che spaccia democrazia diretta sul Sacro blog poi detta legge tramite una società privata? E perché Roma sì e Torino no?

Sul piano politico il bluff dei Cinquestelle è evidente, su quello legale le cose sono più complicate perché in attesa della decisione del giudice resta un vuoto normativo sul tema. Non c’è ancora la legge sui partiti, ferma al Senato, e soprattutto quella legge non contiene un particolare importante per evitare che in futuro possano verificarsi altri casi Raggi.

Mente il Parlamento temporeggia sulla legge dei partiti c’è chi avanza una proposta per tutelare la democrazia da fenomeni anomali come quello del contratto dei 5 Stelle. La pdl che prevede la nullità dei contratti come quello firmato dalla sindaca l’ha presentata il deputato dem Francesco Sanna che spiega: “Il principio della libertà di esercizio del mandato parlamentare previsto dall’articolo 67 della Costituzione va difeso dal tentativo di negarlo mediante la sottoscrizione di patti imposti e promesse unilaterali che sottomettono l’eletto a condizioni del tutto arbitrarie. Siamo poi di fronte a un vero e proprio vincolo di sottomissione quando la violazione di tali obblighi viene sanzionata con la previsione di penali in denaro”.

La Pdl sulla nullità di diritto dei patti limitativi della libertà dei candidati e degli eletti nelle istituzioni democratiche si compone di due articoli, allargando di fatto il principio dell’esercizio non vincolato del mandato parlamentare alle altre cariche elettive: ” La  proposta, in attuazione degli articoli 49 e 67 della Costituzione, introduce nell’ordinamento una previsione esplicita di inefficacia dei patti e delle promesse unilaterali, solitamente fatti sottoscrivere all’atto della candidatura. Nulle anche le sanzioni che prevedono esclusione o espulsione dall’organizzazione politica in caso di sottrazione agli obblighi previsti dal patto” spiega Sanna.

“È chiaro che il ricorso a un contratto per obbligare all’obbedienza a un gruppo politico un candidato che dovrebbe invece agire nell’esclusivo interesse dei cittadini che lo eleggono si configura come un abuso politico cui è necessario porre un argine con il diritto: ne va della qualità della nostra democrazia che non può certo dipendere dalle decisioni imposte dal leader di turno dietro pagamento di una penale o con la minaccia dell’espulsione” conclude il deputato dem.

I sindaci non sono portavoce della Casaleggio né portatori sani di click a uso e consumo delle entrate finanziarie di Grillo, via blog. A dirla tutta se passa questa legge o se questa proposta verrà assimilata nella legge sui partiti migliorerà la salute della democrazia partecipativa che ogni tanto, in questa diciassettesima legislatura, pare essere più nelle mani dell’associazionismo segreto che in quelle degli elettori e dei loro rappresentanti.

 

 

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