Ecco perché Piazza Affari sale nonostante tutto

Focus

La reazione imponente delle Borse prende in contropiede praticamente tutti gli analisti

Ieri è stata una di quelle giornate che Piazza Affari non dimenticherà facilmente, soprattutto per il momento di incertezza politica in cui arriva. L’indice principale della borsa di Milano, trainato dalle banche, ha messo a segno un vigoroso rialzo di oltre quattro punti percentuali.

Una reazione imponente che prende in contropiede praticamente tutti gli analisti, visto che le previsioni per le conseguenze di una vittoria del No erano completamente differenti. Ancora una volta, invece, come per Brexit e Trump, nei mercati non si è visto alcun panico. Anzi. L’indice italiano, con il rialzo di ieri, è tornato su livelli che non si vedevano da mesi. Ma forse è proprio questo il punto: nelle ultime settimane l’incertezza sul referendum ha pesato (in misura forse eccessiva) sull’intero listino milanese portandolo su livelli troppo bassi e creando in sostanza nuove occasioni di acquisto per i grossi fondi speculativi. Ora che infatti l’incertezza del referendum è venuta meno, è come se gli Hedge fund (i grossi fondi speculativi) approfittassero di titoli allo stremo per effettuare acquisti ritenuti appetibili.

Un altro elemento da considerare riguarda le cosiddette ricoperture tecniche: in pratica tutti quei soggetti che qualche mese fa avevano comprato strumenti in grado di guadagnare sui ribassi dei listini adesso stanno capitalizzando il guadagno, uscendo dal mercato e restando in attesa delle nuove evoluzioni politiche.

Sul piano politico, poi, evidentemente gli investitori appaiono rassicurati dalla scelta del premier Matteo Renzi di accettare il “congelamento” delle dimissioni per varare la legge di bilancio, e allo stesso tempo confidano una tabella di marcia post-voto molto veloce.

In ogni caso il vero elemento da mettere in evidenza è il fortissimo rialzo degli istituti di credito. È il comparto bancario, infatti, a far volare Piazza affari. E qui le variabili positive sono tre. In primo luogo le ipotesi di un eventuale intervento di Stato per il rafforzamento patrimoniale di alcune banche, in primis Monte dei Paschi di Siena. Non a caso una forte accelerazione di ieri del listino milanese è arrivata nel tardo pomeriggio grazie a un forte recupero del titolo senese (6 punti percentuali in pochi minuti).

Secondo, hanno aiutato molto le parole del vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, che nel corso della conferenza stampa al termine dell’Ecofin ha messo in evidenza il fatto che “le autorità italiane sono preparate e pronte” ad affrontare la situazione bancaria. Per gli investitori, insomma, i timori sulla fragilità del sistema bancario italiano permangono ma prevale l’ottimismo, ossia la convinzione che in un modo o nell’altro una soluzione sarà trovata.

Un ultimo elemento riguarda invece la Bce. Domani torna a riunirsi il Consiglio direttivo dell’Eurotower (l’ultimo incontro operativo dell’anno) e le aspettative sono molto alte: i mercati attendono una proroga del quantitative easing, il piano di acquisti di titoli che ultimamente ha ridato fiato a un Europa ormai asfissiata dall’interminabile crisi.

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