Crescita zero, Lega e Cinque Stelle inchiodano l’economia italiana

Focus

I dati Istat confermano che da quando il governo giallo-verde si è insediato, l’Italia è sostanzialmente in stagnazione

Ancora non ci è chiaro quando dovrebbe cominciare “l’anno bellissimo per l’economia italiana”, evocato alcuni mesi fa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte in riferimento al 2019. Oppure quando la crescita arriverà all’1,5% o al 2% sbandierato dal vicepremier Matteo Salvini all’inizio della legislatura. Per ora, infatti, l’unica cosa certa è che, da quando il governo giallo-verde si è insediato, l’Italia è sostanzialmente in stagnazione.

Crescita zero. Questa è la situazione, al di là di tutti i proclami e la propaganda spicciola di Lega e Movimento Cinque Stelle. A certificarlo, ancora una volta, è l’Istat. Nel secondo trimestre del 2019, infatti, “è continuata la fase di sostanziale stagnazione dell’economia italiana che prosegue ormai dal secondo trimestre dello scorso anno”. L’Istat segnala che si è registrato prima un calo nella seconda metà del 2018 e poi un recupero, considerato marginale, nel primo trimestre del 2019. Ma il Pil quest’anno ha segnato nel secondo trimestre una variazione congiunturale nulla.

Tradotto, crescita zero, appunto. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti attacca: “Questo governo sta uccidendo la speranza degli italiani. Organizziamo l’alternativa: vogliamo lavoro, scuola, sanità, investimenti”. Il leader dem non è l’unico ad essere preoccupato per una situazione che l’esecutivo cerca di nascondere facendo riferimento ai numero sull’occupazione, che evidentemente risentono del folle aumento del 96% di cassa integrazione erogata dallo Stato.

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia lancia l’allarme: “La preoccupazione principale è che la stagnazione diventi un elemento che accettiamo in chiave passiva anziché reagire. Il conflitto nel governo non aiuta”. E in vista della legge di bilancio, che, con la crescita a zero, avrà ancora meno spazio di manovra, ribadisce che la priorità è “cuneo fiscale, riduzione delle tasse sul lavoro e quindi elevare i salari dei lavoratori italiani: significherebbe recuperare quello che abbiamo chiamato circolo virtuoso dell’economia”.

I dati dell’Istat di oggi seguono di poche ore quelli pubblicati sulla situazione economica della cosiddetta “locomotiva d’Italia”, la Regione Lombardia. Ebbene per la prima volta da sei anni, anche a Milano e dintorni la produzione industriale è in calo, facendo registrare una svolta negativa del dato congiunturale a -1,2%. Duro il commento del responsabile economico del Partito Democratico Antonio Misiani: “E’ l’ennesimo campanello d’allarme. Un governo degno di questo nome spingerebbe a tutta forza sugli investimenti. Lega e Cinque Stelle, invece, stanno ancora litigando sulla Tav”.

 

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli