Un miliardo per l’istruzione. Quando la finanza è a impatto sociale

Focus
Education Outcomes Fund

Giovanna Melandri, presidente di Social Impact: “Per la prima volta la piattaforma della finanza a impatto incontra la piattaforma degli Obiettivi Onu.

Nel mondo 250 milioni di bambini a nove anni non sono in grado di leggere una singola parola e nell’Africa subsahariana solo un bambino su cinque ha le competenze elementari di scrittura e calcolo. Entro il 2030, un miliardo e 600 milioni di bambini nel mondo non avranno un’istruzione di base. Il costo della mancata istruzione nei paesi a basso reddito sarà di quasi 2mila miliardi di dollari entro il 2050. Con un’istruzione secondaria di qualità il numero di persone povere nel mondo potrebbe essere dimezzata: è stato anche calcolato che nei paesi in via di sviluppo, per ogni dollaro investito in un ulteriore anno di istruzione, viene creato un valore di 10 dollari.

Dati preoccupanti che lanciano, però, nuove sfide, raccolte, ad esempio, da Social Impact Agenda per l’Italia – l’organizzazione presieduta da Giovanna Melandri, che raccoglie gli stakeholders (imprese, centri di ricerca, banche, fondazioni, ecc) impegnati nella crescita degli investimenti ad impatto sociale – che ieri ha presentato a Roma, l’Education Outcomes Fund per l’Africa e il Medio Oriente, il fondo da un miliardo di dollari promosso dalla Education Commision dell’ex premier inglese Gordon Brown e dal Global Steering Group for Impact investment, network mondiale degli investimenti a impatto sociale.
L’evento ha offerto l’occasione per scoprire uno degli strumenti più innovativi e recenti nel panorama dell’impact investing e valutarne l’utilizzo anche in Italia.

L’obiettivo di questa grande operazione è quello di collegare il rendimento finanziario a interventi e modelli che producano risultati sociali positivi e misurabili nel settore dell’accesso all’istruzione e all’alta formazione.

L’Outcome Fund costituisce un modello di partnership pubblico-privato basato sullo schema del “pay by result”, che coinvolge donatori, investitori, organizzazioni della società civile, agenzie di sviluppo e governi per una programmazione strategica e condivisa sul raggiungimento di uno specifico obiettivo sociale, collegato al rendimento dei capitali.

A spiegare l’iniziativa è stata Amel Karboul, ceo dell’Education Outcomes Funds ed ex ministra nel primo governo democratico della Tunisia. Alla presentazione, moderata da Elena Casolari, presidente di Opes Lcef, sono intervenuti anche la vice ministro degli Affari Esteri, Emanuela Del Re; Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione Con il Sud; Patrizia Grieco, presidente di Enel; Lapo Pistelli, direttore relazioni internazionali di Eni; Francesco Profumo, presidente di Compagnia di San Paolo, e Giovanna Melandri che ha spiegato il funzionamento del fondo.

È il primo imponente tentativo – ha detto – di utilizzare gli strumenti della finanza di impatto per accelerare il raggiungimento dell’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Per la prima volta la piattaforma della finanza a impatto incontra la piattaforma degli Obiettivi Onu. Sono convinta che la finanza a impatto sia una vera e propria rivoluzione che sta interrogando alla radice il funzionamento del capitalismo finanziario: una delle prospettive più interessanti di autoriforma del settore oggi. Social Impact Agenda ha registrato un importante successo anche in Italia, ottenendo che nella scorsa Legge di stabilità fosse incardinato il primo Fondo per l’innovazione sociale”.

Dalla riduzione del tasso di recidiva in un carcere, all’abbattimento del tasso di dispersione scolastica in un territorio, all’aumento dell’assistenza domiciliare, all’integrazione socio-lavorativa dei migranti e rifugiati: questi ed altri obiettivi sociali sono definiti dalle amministrazioni pubbliche e «il meccanismo – aggiunge Melandriè quello chiamato ‘outcome-based’, cioè di erogazione di risorse pubbliche legate ai risultati. Aspettiamo entro poche settimane il bando per attivare il Fondo e quindi cominciare a sperimentare anche in Italia questo strumento».

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