Tutte le date istituzionali di qui alla nascita di un nuovo governo

Focus

Si voterà il 4 marzo dalle 7 alle 23. Ecco tutti i passi che precederanno e seguiranno l’election day fino alla formazione del Governo

Il 4 marzo si avvicina e la campagna elettorale è ormai entrata nel vivo. Gli schieramenti politici, dopo aver definito i programmi elettorali li stanno presentando agli elettori. Vediamo ora quali sono le date importanti che porteranno alla formazione del prossimo governo.

 

Comizi e silenzio elettorale

Anche se la campagna elettorale è già iniziata da tempo, ufficialmente è partita il 4 febbraio, data in cui possono iniziare asvolgersi i comizi elettorali che termineranno 24 ore prima dell’election day, quindi il 2 marzo alle ore 24. Il 3 marzo, giorno antecedente alle votazioni, viene imposto per legge il silenzio elettorale, silenzio che negli ultimi anni è stato spesso aggirato con l’utilizzo dei social network.

Sondaggi

Per quanto riguarda i sondaggi è vietata la loro diffusione nei 15 giorni che precedono le elezioni.

Election day

Domenica 4 marzo alle 7 inizieranno le procedure di voto che proseguiranno fino alle 23. Non si voterà dunque il lunedì mattina. Oltre che per elezioni politiche si voterà anche per le regionali in Lazio e Lombardia. Lo spoglio comincerà subito dopo la chiusura. I primi exit poll saranno pubblicati non appena chiuderanno i seggi, e poi si inizierà con le proiezioni. I risultati definitivi verosimilmente si avranno al mattino, al massimo in tarda nottata. Lo spoglio è complicato visto che i cittadini esprimeranno le loro preferenze per uninominale e plurinominale sia per la Camera che per il Senato.

Le nuove Camere

Entro 20 giorni dal voto, cioè entro il 23 marzo, si svolge la prima seduta delle Camere. Si eleggono in quella data gli uffici di presidenza provvisori, poi si procede all’elezione dei due presidenti.

Elezioni dei presidenti delle Camere

Il meccanismo di elezione per il Senato prevede due votazioni a maggioranza assoluta, poi a una a maggioranza dei votanti e infine a una quarta e definitiva votazione di ballottaggio. Se si votasse anche sabato e domenica (24 e 25 marzo), si potrebbe avere un presidente di Palazzo Madama già domenica 25 marzo. Per la Camera si vota a scrutinio segreto nel primo voto a maggioranza dei due terzi dei componenti, per due scrutini servono i due terzi dei voti, a maggioranza assoluta dal quarto scrutinio in poi. Potrebbero servire più votazioni rispetto al Senato.

Le consultazioni del Presidente della Repubblica

Una volta eletti i Presidenti di Camera e Senato il Presidente della Repubblica inizia le consultazioni ufficiali con i gruppi parlamentari. Una volta ascoltato tutti i soggetti coinvolti il PdR dà mandato ad una personalità (pieno o esplorativo) per formare il Governo.

Il Governo alle Camere per la fiducia

La personalità che avrà il mandato dal Presidente della Repubblica inizierà a sua volta le consultazioni con le forze politiche per verificare l’esistenza di una maggioranza. Nel caso i numeri ci siano formerà il Governo che prima giurerà davanti al PdR e poi andrà alle Camere per ottenere la fiducia. Nel caso non abbia i numeri la persona scelta tornerà dal Presidente e gli esporrà l’impossibilità di formare un governo. A quel punto il Capo dello stato potrà affidare l’incarico ad un’altra personalità oppure sciogliere nuovamente le Camere e indire nuove elezioni.

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