Lanciare il guanto di sfida per poi tirarsi indietro. Salvini e Di Maio uniti nella paura

Focus

Il segretario della Lega sceglie di blindarsi in un listino, fuggendo dal voto diretto dei cittadini

Qualche settimana fa, a inizio dicembre, il segretario del Carroccio aveva promesso di candidarsi nello stesso collegio di Matteo Renzi. “Appena si degneranno di rendere noti i collegi – aveva detto Salvini – io sono pronto a candidarmi in tutti gli stessi collegi in cui si candiderà Renzi. Magari a partire dalla sua Toscana”.
Sono passati alcuni giorni ma della candidatura di Salvini nel collegio di Renzi non v’è alcuna traccia. Peccato, sarebbe stata una scelta utile ai cittadini per chiarire le differenze, le diverse visioni che i due hanno dell’Italia e dell’Europa. Le parole di Salvini si sono invece rilevate l’ennesima promessa populista lanciata al vento. Magari gli sarà stato sconsigliato dai suoi, forse dopo aver letto qualche nuovo sondaggio. Ma il punto vero non è tanto la fuga di Salvini dal collegio di Renzi – su un eventuale confronto ci sarebbe tempo per una serata in tv – ma la sua fuga da qualsiasi collegio uninominale. Il segretario della Lega ha scelto infatti di blindarsi in un listino proporzionale, fuggendo dal voto diretto dei cittadini.

Pensando all’ipocrisia del (finto) lancio del guanto di sfida, anche il leader del Movimento 5 Stelle non è stato da meno.

Come non ricordare l’invito dello stesso Di Maio a un confronto televisivo con Renzi, accettato in un battere di ciglia dal leader dem, salvo poi assistere al ripensamento e al passo indietro di Di Maio.
Tuttavia, al di là delle conseguenze politiche che di certo avrà provocato quel gesto, ci preme sottolineare come la fuga del leader grillino rappresenti ancora una volta un’occasione perduta per provare a mettere meglio in luce le diverse idee di questa campagna elettorale. Stesso copione di quanto già accaduto con il ritiro di Salvini dal collegio di Renzi.
Viene comunque da pensare che il tempo per mettere una toppa a questo gap informativo ancora c’è. “Se Di Maio ha tempo, quando ha tempo, noi siamo pronti a discutere”, ha sottolineato Renzi qualche giorno fa rinnovando l’invito a un confronto televisivo. Un invito chiaramente esteso anche ai leader dell’altro centrodestra, quello di Salvini e Berlusconi. Di certo sarebbe un buon servizio per i cittadini che si apprestano a votare.

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